Puglia oltre il Mediterraneo, documentario di Tito Manlio Altomare sui pugliesi di Crimea
Sarà presentato venerdì 4 maggio 2018 a Bari presso l’atelier di  Anna Maria Di Terlizzi in via E de Deo, 64, alle ore 1830.
Viene ricostruita, dall’inizio del 1800 ai giorni nostri, una vicenda umana, sociale, culturale ed imprenditoriale pugliese, del tutto sconosciuta.
Nel 1830 e nel 1870 giunsero in Crimea, nel territorio di Kerh, due flussi migratori provenienti dall’Italia (circa 3.000 persone), soprattutto dalle località pugliesi di Trani, Bisceglie e Molfetta, allettati dalla promessa di buoni guadagni e dal miraggio di fertili terre quasi vergini.
Erano soprattutto agricoltori, marinai (pescatori, nostromi, piloti, capitani) ed addetti alla cantieristica navale. La città di Kerh si trova infatti sull’omonimo stretto che collega il Mar Nero col Mar d’Azov. Qui costruirono nel 1840 una Chiesa cattolica romana, detta ancora oggi la chiesa degli Italiani. Da Kerh gli italiani si diffusero anche a Feodosia (l’antica colonia genovese di Caffa), Simferopoli, Mariupol ed in alcuni altri porti russi della penisola di Crimea, soprattutto a Batumi e Novorossijsk.
La comunità formata da professionisti, tecnici specializzati, commercianti rappresenta un esempio di grande capacità imprenditoriale. Di managerialità “ante litteram”. Un esempio per chi opera economicamente e commercialmente oggi.
Ma è anche una storia tragica, con confische e perdita di diritti civili dopo la Rivoluzione bolscevica, sterminio politico durante il regime staliniano ed, infine, deportazione di massa dell’intera Comunità in Kazakhstan in piena seconda guerra mondiale.
Un’emigrazione che racconta, attraverso le sue fasi, i totalitarismi in Europa nel XIX secolo. Oggi di quella importante ed agiata Comunità, vivono circa 500 persone fra deportati sopravvissuti e loro discendenti. Con problemi economici e di non riconoscimento del proprio stato. Insomma, dimenticati dall’Ucraina e dall’Italia”.

Fonte dati: rivista Quindici online di Molfetta
Tito Manlio Altomare è un noto giornalista e documentalista italiano. I primi articoli nel 1960 sulla pagina regionale del giornale Il Tempo. Poi ha lavorato all’Ansa e dal 1966 ha iniziato a collaborare con la Rai dove è stato assunto nel 1968, e lavorava là per quaranta giorni, fino alla pensione. Poi ha lavorato all’Ansa e dal 1966 ha iniziato una collaborazione con la Rai dove è stato assunto nel 1968, e ha lavorato là fino alla pensione. Collaborava con altri canali della televisione nazionale e regionale, ha lavorato a Roma, Milano, Torino, Trieste e Bari. Collaborava con altri canali della televisione nazionale e regionale, ha lavorato a Roma, Milano, Torino, Trieste e Bari. E’ anche autore di vari spot pubblicitari. E ‘anche autore di vari spot pubblicitari. E ‘stato coautore di due serie di trasmissioni, sulla rete, sugli aspetti inediti della musica italiana dagli anni ’50 ad oggi. Ha ricevuto molti apprezzamenti e premi professionali. Ha ricevuto molti apprezzamenti e premi professionali. Tito Manlio Altomare ha pubblicato tre libri sulla sua terra nativa: “Puglia: tra passato e presente”, “San Nicola di Bari e di Myra. Cronaca di una festa di maggio“ e “Puglia in festa”. Tito Manlio Altomare ha pubblicato tre libri sulla sua terra nativa: “Puglia: tra passato e presente”, “San Nicola di Bari e di Myra, Cronaca di una festa di maggio” e “Puglia in festa”.