
GIOVEDI’ 10 APRILE – ORE 17.30 – CIRCOLO SANNITICO – “SALA Fratianni” CAMPOBASSO
I canti del dolore rituale
la Via Crucis, lo Zuchetazù e il Teco vorrei
Giovanni Mascia esplora un patrimonio che si è evoluto e trasformato nel tempo, pur rimanendo
un elemento importante della cultura cittadina.
A Sant’Antonio abate, chiesa barocca, di grande pregio, situata nel quartiere storico della città, si
celebrava la Via Crucis cantata, con versi attribuiti a Metastasio e musica di autori sconosciuti.
Estinta in loco, la tradizione, è stata ripresa dalle altre due chiese.
In primis dalla chiesa di Santa Maria della Croce, fulcro dei riti pasquali, tra cui il Settenario alla
Vergine Addolorata, con l’inno "O di Gerico beata" (lo Zuchetazù).
E poi dalla cattedrale della Santissima Trinità, dove in passato si cantavano le “Sette parole di Gesù
sulla croce” durante il Venerdì Santo, che oggi continua a essere contraddistinto dalla processione
del Cristo morto e dell’Addolorata, accompagnato dal coro del “Teco vorrei”, con versi
dell’introduzione della Via Crucis attribuita al Metastasio, adattati alla marcia funebre “Mater
dolorosa” di Michele De Nigris.
Questi riti costituiscono un patrimonio preziosissimo di una tradizione molto cara a tutti i
Campobassani, perché legata ad una delle ricorrenze più sentite, quella della settimana santa.