SIPBC

ONLUS

Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali

«Poco prima di Pasqua dell’anno 1900 un gruppo di pescatori greci di spugne, ritornando dalla loro stagione di pesca al largo della costa nordafricana, incapparono in una tempesta e si rifugiarono in una conca riparata, di Anticitera, una piccola isola vicina alla costa meridionale della Grecia. Proprio per passare il tempo, alcuni uomini dell’equipaggio si tuffarono. Quando un po’ più tardi uno riapparve portando a fatica un braccio di bronzo di una statua greca, era nata l’archeologia subacquea». Dalla descrizione accattivante e sintetica effettuata da Lionel Casson nel 1959 (trad., Navi e Marinai dell’Antichità, Milano 1976, p. 188) che annunciava la “nascita” dell’archeologia subacquea la stessa disciplina ha percorso molte miglia, per restare nell’ambito delle metafore marinaresche! Per l’Incontro Culturale in programmazione saranno illustrate le tappe storiche principali legate alle ricerca archeologica subacquea: dalle tecniche pionieristiche applicate per l’indagine dei primi relitti fino al recente utilizzo di strumentazioni e della robotica per le prospezioni e gli scavi in ambiente sommerso.

Relatore Dott. Giacomo Disantarosa:
è ricercatore al Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Ha avuto in affidamento gli insegnamenti di Archeologia subacquea alla Scuola Specializzazione in Beni Archeologici e di Archeologia dei paesaggi costieri e subacquei per il Corso di Laurea Magistrale in Archeologia dell’ Università degli Studi di Bari. Responsabile del Laboratorio di Archeologia subacquea presso la sede di Taranto. Attualmente è assegnista di ricerca per il Progetto di Ricerca di Rilevante Interesse Nazionale “Food and S.T.O.N.E.S. Food and Ships, Trade, Objects, Networks, Economy, Society” e si sta occupando della classificazione e studio delle anfore altomedievali e medievali in Adriatico. E’ stato coordinatore e responsabile di diversi Progetti di ricerca e Corsi di Formazione in Archeologia, Archeologia dei paesaggi, Archeologia subacquea svolti in ambito universitario e in collaborazione con la Soprintendenza (MiC).
Ha partecipato come archeologo subacqueo a scavi di relitti, ricognizioni, rilievi e documentazione fotografica di strutture sommerse lungo il litorale e presso le isole di Hyères (Francia), presso l’isola di Ustica (Sicilia), lungo il litorale da Barletta a Vieste (Progetto Archeomar – Ministero dei Beni e delle Attività Culturali) a Porto Palermo, Baia di Valona – Penisola di Karaburun, litorale settentrionale di Durazzo (Progetto Liburna – Albania), presso Torre Santa Sabina, località Camerini (Carovigno –BR), Cala San Giorgio e litorale di Fesca – San Girolamo, Lungomare Imperatore Augusto, Secca del Monte o Monte Rosso, Torre a Mare – Bari, Cala San Giacomo – Molfetta.
Sul litorale ionico della Puglia è direttore scientifico del progetto di studio, ancora in corso, sui reperti archeologici provenienti dalle ricognizioni e dagli scavi subacquei effettuati tra il 1964 e 1968 lungo il litorale tra Taranto e Porto Cesareo da parte dell’équipe di Peter Throckmorton.
Ha pubblicato articoli in riviste, contributi per atti di convegno nazionali e internazionali, relazioni preliminari di scavo, poster per mostre anche in collaborazione con altri componenti dei gruppi di ricerca.

Fase pionieristica della ricerca archeologica subacquea della Marina Militare
La Marina Militare Italiana fin dagli anni cinquanta del secolo scorso ha operato con la Nave Daino e con i propri sommozzatori del COSUMAR, guidati dal Tenente di Vascello Luigi Pancani, sul relitto della nave romana di Albenga, dal 9 al 18 ottobre 1950. La ricognizione subacquea dei sommozzatori della marina militare riesce ad individuare il relitto il 12 ottobre e nei giorni successivi viene utilizzata la sorbona, sistemato il campo (areale) e la quadrettatura per i primi rilievi scientifici della moderna archeologia subacquea. Il giorno 18 ottobre con due immersioni vengono raccolti gli ultimi elementi sul relitto. Tra marzo e maggio del 1959 la nave Daino è stata sottoposto a lavori per essere utilizzata per la ricerca oceanografica e l’archeologia subacquea. Creati spazi per la sistemazione di subacquei e del personale civile degli Istituti di Ricerca. Un locale è stato adattato per il deposito dei reperti recuperati. Dotata di due potenti compressori Junkers e un compressore più piccolo, fornito dal Ministero dell’Istruzione, che serviva per operare un particolare vuoto subacqueo per la Sorbona. Il 5 giugno 1959 è stata firmata una convenzione tra il Ministero della Difesa e della Pubblica Istruzione, con la quale sono stati regolamentati gli interventi. La nave è tornata in servizio, con la nuova sigla A 5308,  ed ha iniziata a giugno 1961 la nuova campagna archeologica in Liguria, ad Albenga, poi Capo Vado e Capo dell’Arma. Il 27 giugno 1961 a Capo dell’Arma del comune di Sanremo (IM) ha effettuato la ricerca di un’ancora romana ed a bordo era presente il Prof. Nino Lamboglia ed i suoi collaboratori. Il prof. Lamboglia con spirito pioneristico ha affrontato in modo scientifico i problemi dell’archeologia subacquea e fondato nel 1957 il Centro Sperimentale di Archeologia Sottomarina di Albenga, facente parte dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri. Il 13 e 14 ottobre 1961 dalla nave Daino il dott. Andrea Pittiruti esegue alcune riprese subacquee per conto della RAI. Il 15 ottobre imbarcano sulla nave Daino le Autorità comunali e militari ed i soci dell’Istituto Studi Liguri, ospiti del Prof. Lamboglia, per seguire da vicino le operazioni dei sommozzatori della marina nel recupero del carico del relitto di Albenga ed i tecnici della RAI continuano  le riprese televisive. Il Prof. Lamboglia e il suo assistente scendono con la torretta batiscopica fino alla profondità di 30 metri. Il materiale archeologico recuperato venne sbarcato ad Alassio il 16.10.1961.

Dott. Luigi Leotta: è socio volontario della Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali – Sezione regionale di Puglia “Nino Lavermicocca”. E’ un Ufficiale di Marina del Corpo delle Capitanerie di porto con il grado di  Capitano di Vascello, in servizio presso la Capitaneria di Porto di Bari sede di Direzione Marittima. Laureato in Scienze Statistiche ed Economiche all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Ha insegnato in alcuni istituti di scuola superiore nella provincia di Milano le materie informatica gestionale e matematica. Abilitato in “Diritto Internazionale Marittimo”, avendo frequentato la facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Roma “TOR VERGATA”. Nel 1995-97 è stato Comandante del Porto e Capo del Circondario Marittimo di Corigliano Calabro. Nel 2005-07 è stato Comandante del Porto e Capo del Compartimento Marittimo di Molfetta. E’ il referente per la Direzione Marittima di Puglia e Basilicata Jonica per la valorizzazione del patrimonio culturale immateriale e etnoantropologico legato alla tradizione marinara italiana in collaborazione con il Ministero della Cultura. Ha pubblicato per i beni culturali alcuni articoli su riviste specialistiche (Notiziario della Guardia Costiera, L’archeologo subacqueo, Il Bene Comune, Pentagrammi, ecc.). Ha curato per la SIPBC di Puglia due corsi di formazione ai militari della Guardia Costiera sul tema “Protezione Beni Culturali Sommersi e Costieri”.

Per seguire il webinar “L’archeologia subacquea dalla fase pionieristica della ricerca all’uso della robotica”: storia degli internati militari italiani, è necessario effettuare l’iscrizione al seguente indirizzo:
https://attendee.gotowebinar.com/register/9082224846273217807

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