Le minoranze linguistiche in Molise: Gli Arbereshe

Intorno alla metà del XIV secolo, molti Albanesi, per sfuggire alle incursioni turche, ripararono in Italia, stanziandosi in alcune regioni sulle coste adriatiche (Molise, Puglia, Calabria, Sicilia).
Al loro arrivo in Molise, trovarono un territorio sconvolto dal terremoto del 1456, dalla carestia e dalle incursioni saracene.
In Molise si stanziarono a Ururi, Portocannone, S. Martino in Pensilis, Campomarino e all’inizio l’integrazione fu faticosa, soprattutto perché gli Arbershe fecero fatica ad abbandonare il rito bizantino, punto di riferimento della loro identità religiosa e culturale.
Poi, nel corso degli anni, vi fu una progressiva integrazione, grazie anche alla loro laboriosità ed ingegnosità.
Eroe nazionale degli Arbereshe è Giorgio Castriota, detto Scandenberg,(1495-1468) principe albanese e condottiero della resistenza ai turchi. Combatté anche in Italia per gli Aragonesi, ottenendo importanti riconoscimenti. E’ diventato famoso i tutta Europa e ancora in Italia vivono i suoi discendenti.
Oggi, pur perfettamente integrati, gli Albanesi non hanno perduto la loro identità e fortissimo è il legame con la tradizione e la lingua che viene insegnata anche nelle scuole.
Ciò grazie anche alla legge 482\99 che ha influito notevolmente anche sulle giovani generazioni, per una presa di coscienza sull’importanza di tutelare e salvaguardare il loro patrimonio storico e culturale.
Significativo è il loro senso dell’accoglienza, come dimostra la perfetta integrazione di immigrati africani nella loro comunità.
Il convegno, in  cui si parlerà della storia e delle espressioni musicali di questa fiera comunità, si concluderà con un suggestivo concerto di canti antichi.