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Presentazione del cofanetto “Culture e territori”

 

 

La pubblicazione raccoglie gli articoli pubblicati sulla rivista “IL BENE COMUNE”, a partire dal 2014.
Otto anni, per la SIPBC ONLUS MOLISE, di grande soddisfazione e, per questo, siamo profondamente grati al direttore della prestigiosa rivista, dott. Antonio Ruggieri e a tutta la redazione per aver dato spazio alla nostra Associazione con una rubrica a noi dedicata, intitolata “Culture e Territori”, nella quale sono stati pubblicati, ogni mese, articoli di grande spessore, prodotti da studiosi di indubbio valore e che vediamo ora raccolti in questa pregevole pubblicazione, a cura della IBC-Edizioni.
Sono state trattate varie tematiche. Abbiamo, infatti, rivolto grande attenzione ai beni artistici della nostra regione, ma anche a quelli di altre regioni italiane, come la Puglia e la Calabria e a realtà molto lontane da noi: da Malta alla Svizzera, dalla Spagna alla Russia, dall’Egitto alla Siria, soltanto per citarne alcune.
E questo, d’altra parte, nella convinzione che, pur se il nostro scopo principale è porre l’attenzione sul patrimonio artistico del Molise, è importante insistere sul valore universale dell’arte, nell’ottica prioritaria della Convenzione dell’Aja del 1954, per cui un bene culturale non appartiene soltanto al popolo che l’ha prodotto, ma è patrimonio della storia e della civiltà umana e ogni popolo, di qualunque razza, etnia, religione o ideologia contribuisce alla cultura mondiale e al suo progresso.
Noi riteniamo fondamentale questa azione di sensibilizzazione rivolta soprattutto ai giovani, che dobbiamo educare non solo all’amore e all’orgoglio per le loro radici culturali, ma anche ci proponiamo di affiancarli in un percorso che li porti ad affinare la sensibilità artistica, accompagnandoli all’apertura verso il valore del Bello, inculcando in loro il senso della storia e del valore incommensurabile del Patrimonio Culturale universale.
Con questa operazione, sottoponendo alla loro attenzione testimonianze artistiche di mondi lontani, li educhiamo anche alla tolleranza e al riconoscimento dell’altro, spesso incautamente visto come “diverso”, perché lontano, parte integrante, co-attore della storia e della civiltà nel suo divenire e nel suo progresso.