Categoria: Molise

Francesco D’Assisi tra storia, mito e “leggenda”

 

 

Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali (onlus)

Sezione Regionale del Molise

“e di poi, stetti un poco e uscii dal mondo”
Francesco d’Assisi tra storia, mito e ‘legenda’

Gabriella Di Rocco

archeologa e vicepresidente Sipbc onlus Molise

Campobasso, Circolo Sannitico
giovedì 18 giugno 2026 ore 18.00

Abstract

Da otto secoli la figura, la vita e l’opera di Francesco di Pietro di Bernardone, meglio noto come San
Francesco d’Assisi, suscitano – tanto tra gli addetti ai lavori, i francescanisti e gli eruditi tout court, quanto tra i profani credenti e non – il più alto interesse, che spesso esula dal carattere più strettamente
religioso, spirituale o teologico.
In una ricorrenza così eccezionale, l’Ottavo Centenario del transito del Santo (1226-2026), abbiamo
pensato fosse utile, oltre che doveroso, tentare una riflessione con un approccio laico, e certamente non
esaustivo (ne siamo ben consapevoli), su questo ‘gigante’ della storia dell’umanità, patrono d’Italia ed
esempio di altissima virtù. La speranza è quella di offrire a quanti vorranno ascoltarci un’immagine di
frate Francesco meno oleografica, meno stereotipata, ma realistica e, pertanto, controversa. Lo faremo
basandoci esclusivamente sulle fonti documentarie, gli scritti autografi, le numerose biografie,
attingendo a piene mani ai poderosi lavori dei massimi studiosi del Santo e scandagliando non di meno
alcune delle fonti iconografiche più note, quelle che la storia ha tramandato, sedimentato e, in parte,
corrotto.
Saremo, quindi, parziali, imprecisi, ma forniremo elementi concreti nel tempo e nello spazio.
Proveremo a spolverare le incrostazioni e le tante ‘legende’ che in questi lunghi secoli hanno, di volta in
volta, restituito un Francesco estatico o scanzonato, ecologista ante litteram o allegro predicatore, che
parla agli uccellini e canta da mane a sera. Quel Francesco mal compreso, quando non del tutto
inventato perché troppo scomodo.
Forse il nostro tentativo è vano. Come vane sono le tante narrazioni, migliaia, giunte sino a noi.
Semplicemente perché, credendo che così non sia, avremmo la presunzione di aver capito tutto, di aver
imparato a conoscere un Uomo complessissimo, ‘folle’, lacerato da mille dubbi, che sul finire della vita
terrena restò deluso, profondamente deluso dalla sua fraternitas, dalle pieghe che gli eventi avevano
preso, che si era votato completamente all’attuazione del Vangelo nella maniera più radicale e viscerale,
colui che molti, sin da quando Egli era ancora in vita, consideravano l’Alter Christus, dalla santità
inarrivabile.

Il centro storico di Guglionesi. Un esempio di urbanistica medievale

 

Un centro storico rappresenta la memoria di un luogo, la traccia della storia che lo ha “segnato”. In Italia ci sono tanti e preziosi centri storici, con caratteristiche specifiche che li contraddistinguono; negli ultimi anni molti di questi centri storici sono stati oggetto di interesse turistico, altri – forse perché geograficamente più marginali, oppure di difficile raggiungimento – non sono conosciuti.

Le attuali politiche urbanistiche a volte dimenticano che legittimando la cosiddetta premialità volumetrica o anche un più facile cambio di destinazione d’uso di aree libere a favore di una intensificazione edilizia, stravolgono “quella storia”; un centro che si è formato su di un tracciato romano, tipicamente a scacchiera, oppure seguendo l’orografia del luogo per migliorarne la difesa, è un bene preziosissimo.

Il Medio Evo a volte è “dimenticato”, a favore invece di altre epoche, eppure ha avuto episodi significativi in seguito al monachesimo, allo sviluppo del commercio, alla presenza di potenti feudatari. Questa chiacchierata vuole semplicemente ricordare i punti di forza di un comune, quello di Guglionesi, con notevoli caratteristiche urbanistiche, architettoniche e storico-artistiche legate anche alla presenza di una certosa – poi trasformata nel cimitero comunale – di origine angioina.

La conoscenza di tutto ciò – se ben amministrato – può portare a quel territorio ricchezza sotto diverse forme. Un rapido paragone con altre realtà italiane e specificamente molisane, insieme ad una breve illustrazione delle caratteristiche specifiche del comune metteranno a fuoco, una volta di più il suo valore.

I TRENTA ANNI DELLA SIPPBC ONLUS

 

VENERDI’ 6 MARZO – ORE 17.30

CIRCOLO SANNITICO PIAZZA PEPE 

CAMPOBASSO

I TRENTA ANNI DELLA SIPPBC ONLUS

 

Per la Società italiana per la protezione dei beni culturali questo è un anno molto importante, perché
ricorre il trentesimo anniversario della sua fondazione, avvenuta a Viterbo il 18 aprile 1996.
E per la sezione del Molise è un doppio anniversario, in quanto ricorre il ventesimo anno dell’istituzione
dell’Associazione nella nostra regione.
Non a caso abbiamo dedicato il nostro calendario del 2026 (giunto alla quattordicesima edizione) proprio a questa ricorrenza.
Il prof. Angelo Biondi, vicepresidente nazionale della SIPBC ci parlerà delle origini, della storia e del lavoro compiuto dall’Associazione in 30 anni di lavoro.
E nessuno, come il nostro relatore, potrebbe meglio affrontare l’argomento, in quanto il prof. Biondi è stato parte attiva dalla nostra SIPBC, seguendone il percorso fin dalle sue origini, affiancando l’opera del suo fondatore, il gen. Arturo Marcheggiano, che fu il primo Presidente Nazionale e poi, lavorando con intensità e passione, per gli ideali dell’Associazione, collaborando attivamente con i successivi presidenti.

XIII Edizione – Presentazione calendario 2026

Siamo alla tredicesima edizione del nostro calendario e questo è un impegno
che porteremo avanti nel tempo.
Il 2026 è molto importante per noi, in quanto ricorre il ventesimo anno della
fondazione della SIPBC ONLUS-MOLISE.
Sperando di fare cosa gradita a quanti, in questi anni, ci hanno seguito e
supportato con il loro interesse, abbiamo pensato di ripercorrere le tappe più
importanti del nostro percorso ventennale.
In ogni mese abbiamo riportato le locandine di alcuni eventi, operando,
naturalmente, una scelta tra i circa 200 che abbiamo organizzato.
In questa operazione, non facile, abbiamo individuato le varie tematiche di cui
ci siamo occupati, riguardanti il nostro Molise, l’Italia e il contesto
internazionale. Non abbiamo dimenticato le nostre pubblicazioni, i due
convegni internazionali e l’apposizione dello Scudo Blu della Convenzione
dell’Aja ad Altilia, Pietrabbondante, Larino e Isernia La Pineta.
Sperando che il nostro calendario sia gradito, ringraziamo di cuore quanti, nel
corso degli anni, ci hanno accompagnato, condividendo la nostra passione e
l’impegno per la tutela dei beni culturali,
Un ringraziamento particolare alla Banca Popolare delle Province Molise, per
il suo sostegno.

IL PRESIDENTE SIPBC ONLUS-MOLISE

Isabella Astorri

Le grandi assenti dell’arte – Donne sconosciute o dimenticate

 

Martedì 18 novembre 2025 ore 18

Circolo sannitico – sala Fratianni p.zza Pepe – Campobasso

 

E’ così raro trovare figure femminili nei manuali di Storia dell’arte che verrebbe
quasi da dire che le artiste donne, tranne rare eccezioni, non siano mai esistite. E’
accaduto anche per tante scienziate, matematiche, ingegnere, scrittrici, così come a
poetesse e musiciste di essere ignorate o rapidamente dimenticate.
Negli ultimi trent’anni, però, le cose stanno cambiando, la ricerca sta facendo
registrare un forte impulso grazie al quale riemergono figure dimenticate e con loro
tante bellissime opere, ma anche tante storie dolorose.
Oggi possiamo affermare che dalla preistoria ai giorni nostri le donne hanno sempre
contribuito allo sviluppo dell’arte mettendosi in gioco in prima persona. Sovente
avversate, hanno dovuto combattere contro pregiudizi sulle loro capacità inventive
e competenze tecniche. A volte sono state costrette a vivere nell’anonimato,
sopraffatte da padri, compagni e mariti che ne sfruttavano le doti e spacciavano per
proprie le loro opere. Anche nei conventi spesso le artiste non hanno potuto
apporre la propria firma a veri e propri capolavori.
Nella sua opera “Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori, et architettori” Giorgio
Vasari non ha potuto fare a meno di trattare la biografia di Properzia de’Rossi,
scultrice e intagliatrice di gemme agli inizi del Cinquecento,, esprimendo grande
ammirazione per lei e per quelle artiste che come lei erano “riuscite eccellentissime”
Senza andare troppo indietro nel tempo, nei secoli XVI-XVIII in Europa furono
moltissime le talentuose artiste di successo, acclamatissime al loro tempo e finite
però rapidamente nel dimenticatoio della storia:  Sofonisba Anguissola e le sorelle,
Judith Leyster,  Marietta Robusti,  Angelika Kauffmann, Michaelina Wautier  e Rachel
Ruysch, solo per citarne alcune.
Lo scopo dell’incontro è di fare luce sul rapporto donna-arte per incominciare a
ridurre le disparità di genere, ma soprattutto per iniziare a comporre un quadro più
articolato del panorama dell’arte che, mancando della componente femminile, ad
oggi risulta monco e incompleto, in quanto carente di quei profili femminili che sono
stati determinanti per lo sviluppo della conoscenza e l’evoluzione del progresso

LA STORIA DELLA TAVOLA OSCA DI CAPRACOTTA\AGNONE

 

 

Giovedì 16 ottobre – Circolo sannitico – Campobasso

 

 

Vincenzino di Nardo, autore  di un interessante volume sull’argomento, è un medico, primario ospedaliero , ora in pensione.  E’ nato a Capracotta (IS), e pur se, per il suo lavoro, è stato lontano  dal suo paese, l’attaccamento alle sue radici, alle sue montagne è stato lo stimolo che lo ha spinto a ricercare ed approfondire storie e personaggi della sua terra.

La “Tavola Osca”, di cui ha ricostruito la storia, è stata la sua ricerca più appassionante.

L’autore ricostruisce le vicende di una tavoletta di bronzo del III-II  sec. a. C., con iscrizioni i n lingua osco-sannita, rinvenuta nel 1948 in un podere  del comune di Capracotta (IS), nell’Alto Molise.

Racconta le modalità del suo trasferimento al vicino comune di Agnone, la successiva vendita  al mercato  clandestino di Napoli, la transitoria comparsa  nella bottega antiquaria di Alessandro Castellani a Roma, fino alla destinazione finale; il British Museum di Londra.

Alla luce di documenti,affronta il problema dell’autenticità di una seconda Tavola, comparsa a distanza di 80 anni dal rinvenimento della prima e copia quasi perfetta di quest’ultima.

Questa la tesi del dott. Di Nardo sulla Tavola Osca. Altri studiosi hanno affrontato il tema e sono giunti a conclusioni diverse.

L’argomento, molto affascinante, sarà l’occasione per un vivace e interessante dibattito.

L’arch. Franco Valente racconta Fossalto

 

 

GIOVEDI’ 31 luglio – ORE 21,00 – Piazza don Antonio Pizzi–  FOSSALTO (CB)

L’arch. Franco Valente racconta  Fossalto

L’arch. Franco Valente, storico e critico d’arte, ci parlerà della storia, dell’arte e delle tradizioni di Fossalto, conducendoci attraverso i luoghi più suggestivi di questo piccolo centro in provincia di Campobasso, ricco di storia e di poco conosciuti tesori e che in origine era chiamato Fossaceca, di origine normanna.

E su “Fossaceca normanna” proprio l’arch. Valente ha pubblicato un accurato articolo nel 2010 e, inoltre, sempre sull’argomento, c’è l’opera in due volumi di don Antonio Pizzi, parroco del paese per cinquanta anni.

Il borgo antico conserva la sua struttura originale e vi spiccano vari monumenti di grande interesse, tra cui il palazzo baronale e le chiese di Santa Maria Assunta (con  il suo altare in marmo policromo e alcuni dipinti di Paolo Gamba) e di Sant’Antonio di Padova, in stile barocco e con uno splendido altare maggiore in legno intarsiato.

E c’è anche molto altro. Ma, al di là di questi monumenti, è interessante girare per tutte le strade del piccolo paese, dove si possono ammirare, su molte abitazioni, bellissimi portali in pietra realizzati da maestri artigiani locali.

Grazie alla Pro Loco, Fossalto è stata inclusa nella rete del “Passaporto del Molise, uno strumento di viaggio che guida i visitatori ad esplorare i tesori nascosti della nostra regione.

Si possono, in tal modo, scoprire storia, arte e tradizioni anche di questo piccolo borgo.

GIOVANNI MANOCCHIO – SCULTORE MOLISANO

 

GIOVANNI MANOCCHIO
SCULTORE MOLISANO
(Campobasso 1905 il 20 ottobre, 27 gennaio 1969)

 

Frequenta da giovanissimo lo studio d’arte del pittore Amedeo Trivisonno il quale lo indirizza subito all’arte del disegno e della pittura; Manocchio completa il ciclo di studi presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli e si abilita all’insegnamento del Disegno e della Storia dell’arte nei Licei dove insegna la
maggior parte della sua vita. E’ stato uno scultore tra i maggiori dell’arte molisana. La sua scultura è orientata da un impressionismo molto accentuato, a volte caratterizzando il modellato anche con un “non finito” voluto.
La scultura di Giovanni Manocchio ha inizialmente un carattere decisamente classico e figurativo, ma subito ebbe delle radicali trasformazioni che lo portarono ad essere molto vicino agli impressionisti.
Con le sue sculture, infatti, Giovanni Manocchio, esplora in continuazione le peculiarità di tutti i materiali, in particolare di quelli più docili da modellare come l’argilla e il gesso.
Le sue opere danno il senso forte dell’impressione e di una notevole emozione a chi le osserva.

I canti del dolore rituale la Via Crucis, lo Zuchetazù e il Teco vorrei

 

GIOVEDI’ 10 APRILE – ORE 17.30 – CIRCOLO SANNITICO – “SALA Fratianni” CAMPOBASSO

I canti del dolore rituale
la Via Crucis, lo Zuchetazù e il Teco vorrei

Giovanni Mascia esplora un patrimonio che si è evoluto e trasformato nel tempo, pur rimanendo
un elemento importante della cultura cittadina.
A Sant’Antonio abate, chiesa barocca, di grande pregio, situata nel quartiere storico della città, si
celebrava la Via Crucis cantata, con versi attribuiti a Metastasio e musica di autori sconosciuti.
Estinta in loco, la tradizione, è stata ripresa dalle altre due chiese.
In primis dalla chiesa di Santa Maria della Croce, fulcro dei riti pasquali, tra cui il Settenario alla
Vergine Addolorata, con l’inno "O di Gerico beata" (lo Zuchetazù).
E poi dalla cattedrale della Santissima Trinità, dove in passato si cantavano le “Sette parole di Gesù
sulla croce” durante il Venerdì Santo, che oggi continua a essere contraddistinto dalla processione
del Cristo morto e dell’Addolorata, accompagnato dal coro del “Teco vorrei”, con versi
dell’introduzione della Via Crucis attribuita al Metastasio, adattati alla marcia funebre “Mater
dolorosa” di Michele De Nigris.
Questi riti costituiscono un patrimonio preziosissimo di una tradizione molto cara a tutti i
Campobassani, perché legata ad una delle ricorrenze più sentite, quella della settimana santa.

AGORA’ – OMBRE E STORIA NELLE PIAZZE DI AGNONE

Giovedì 13 marzo – ore 17.30

Circolo sannitico – Sala “Fratianni” – piazza Pepe CB

AGORA’ – OMBRE E STORIA NELLE PIAZZE DI AGNONE

La piazza, come spazio urbano e sociale, ha una storia lunga e complessa che si intreccia sempre con la storia degli insediamenti umani e con lo sviluppo delle comunità Agnone vanta una rilevante e ricca storia urbana: le sue piazze sono il cuore della vita cittadina e contengono testimonianze storiche molto significative.

I due studiosi, Italo Marinelli e Francesco Paolo Tanzy hanno compiuto,

con la collaborazione con vari storici agnonesi, un lavoro appassionante, consentendoci di riscoprire storie e aneddoti spesso dimenticati o anche ignorati dai più, ma che caratterizzano i luoghi dell’anima di una cittadina ricca di storia, arte e cultura, che fu definita già dal XVI secolo da Carlo Sigonio, una delle “ più cospicue città del Regno di Napoli”e, più tardi, dal celebre dantista campobassano Francesco D’Ovidio “la più colta ed arguta città del Molise”