Categoria: Molise

Presentazione calendario 2025 della SIPBC ONLUS MOLISE

 

Campobasso – 16 dicembre – ore 18.00 – Associazione “Malatesta – via Muricchio –

 

Campobasso e la STREET ART

La Street Art, per anni vista come una forma di vandalismo, oggi è, a ragione, considerata una vera e propria forma d’arte. Varie sono le motivazioni che spingono gli artisti: per lo più c’è un desiderio di denuncia sociale, ma le opere sono anche spesso frutto di spontanea ispirazione artistica

Questa forma d’arte, ormai diffusa ovunque, trova a Campobasso delle espressioni di grande intensità artistica e valore sociale.

Il quartiere S. Giovani, soprattutto, ha ormai cambiato aspetto:  grandi palazzi si sono trasformati in vere opere d’arte, grazie ai numerosi murales di grandi autori, da Blu, con le sue denunce sociali, a Macs che esprime l’ambiguità del potere, da Jojs a Zed , solo per citarne alcuni. Per non parlare di Peeta, nome d’arte di Manuel De Rita, che ha realizzato su una parete di un palazzo di sei piani in via Liguria un murales considerato uno dei più belli al mondo.

E’ una bellissima possibilità far conoscere e comprendere ai nostri concittadini una forma d’arte, grazie alla quale, una periferia, triste e anonima distesa di cemento, sia diventata un vero e proprio museo a cielo  aperto, che ci incanta per la bellezza e nello stesso tempo ci offre importanti spunti di riflessione.

Anima di questa attività è l’associazione Malatesta, nata nel 2004, che ha come obbiettivo la realizzazione di eventi sportivi, ricreativi e culturali per l’esclusivo soddisfacimento di interessi collettivi…. E molte sono state le iniziative in tal senso.

Per quanto riguarda specificamente la street art, va ricordato il progetto Drawe the line, un festival che si svolge dal 2001 e ha visto la partecipazione di artisti straordinari, famosi e non. Con queste iniziative si propone alla città di Campobasso un progetto di arte urbana che mira ad una rigenerazione degli spazi cittadini, mediante il linguaggio dell’arte. Sono nate in città moltissime opere che hanno dato nuova linfa a quartieri periferici del capoluogo molisano. Negli ultimi anni il progetto DTL ha stimolato una grossa curiosità nelle varie componenti cittadine, in particolare sono cresciute le collaborazioni con istituti scolastici e associazioni.

I primi graffiti nella città di Campobasso risalgono agli anni 80. Alcuni giovani del capoluogo, dopo esperienze universitarie fuori regione, hanno dato forma alle prime tags sui muri della città. Incomprensibili per tanti e considerati da molti atti vandalici. Si iniziano a formare diverse crew di writers legate fortemente alla cultura hip hop che si contendono i muri delle strade cittadine. Spuntano le prime tags, PASTEI, DHARMA, NMK, CHIESI, pionieri della scena campobassana che hanno ispirato tanti altri giovani writers a praticare questa discipline.

Nel corso degli anni, i writers campobassani aumentano esponenzialmente e in città si sente sempre più la necessità di nuovi spazi da colorare. Nel 1999 lo spazio del Romagnoli viene autorizzato legalmente e, oltre a quelli locali, arrivano artisti da fuori regione e la città si arricchisce sempre più di opere di gran pregio.

Si realizza così l’impegno dell’Associazione Malatesta: riqualificare alcune aree della città, riaccendere una luce in quei luoghi pubblici, spesso simboli dell’arroganza e del degrado.

LA FONDAZIONE DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II NELLA STORIA DEL REGNO DI NAPOLI (1224-2024)

 

Mercoledì 13 novembre – ore 17.00

UNIMOL – SALA FERMI – BIBLIOTECA D’ATENEO
“LA FONDAZIONE DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II
NELLA STORIA DEL REGNO DI NAPOLI (1224-2024)”

Ottocento anni fa, Federico II, re di Sicilia e imperatore, fondò a Napoli la più antica Università statale. ed è un importante primato.
Non è che non vi fossero nel 1224 altre Università. Si chiamavano comunemente Studi e si erano costituite come corporazioni spontanee di studenti o di maestri, comunque sempre connesse alle istituzioni ecclesiastiche o ai comuni.
Quella di Napoli era laica, emanazione del sovrano, a cui erano sottoposti rettori e insegnanti. C’erano al tempo grandi università in Europa, come Oxford o Parigi, ma non erano state create dai sovrani.
Quella di Napoli è il primo caso di un sovrano che fonda un’Università, non tollerando , come dice lo stesso Federico nella lettera di fondazione, che i propri giovani sudditi vadano a studiare fuori del regno.
Nel corso dei secoli, grandi passi fece l’Università di Napoli, perché tutti i sovrani che si sono succeduti, hanno provveduto a mantenerla e rafforzarla. Oggi sono prestigiosi i vari indirizzi dell’Ateneo, dalle facoltà scientifiche all’economia alle scienze umane. Notevole passo avanti sul piano sociale, negli ultimi anni, è stata l’apertura al territorio. grande progetto che si è realizzato nel 2022: la sede della facoltà di medicina a Scampia, luogo tristemente famoso per il suo degrado. E la cosa ha un grande significato: una decisa inversione di rotta, nel quartiere di Gomorra.

Charles Moulin – Un Naturalista che ha prediletto la natura del Molise

 

Lunedì 16 settembre ore 18.00

Sala Convegni Hotel S. Giorgio Via Insorti d’Ungheria- CB

“Charles Moulin – Un Naturalista che ha prediletto la natura del Molise”

Il relatore, avv.Roberto Fiocca  collezionista e biografo di Moulin, conobbe da bambino l’artista, quando viveva sulle nostre montagne. Moulin, nato  a Lilla, in Francia, studiò a Parigi. Ebbe rapporti  con i grandi artisti del tempo , tra cui Matisse e Moreau . Vinse vari premi e raggiunse una grande notorietà, ma lasciò la Francia e il successo e decise di vivere in Molise, sulle Mainarde, affascinato dalla splendido paesaggio delle nostre montagne. Si costruì un rifugio in pietra e continuò sempre a dipingere, ritraendo le persone di Castelnuovo al Volturno, di Scapoli  e del circondario.

Non possiamo collocare Moulin in una corrente, in un movimento artistico.

Egli si mosse tra realismo, impressionismo e simbolismo, pur non appartenendo a nessuno di questi . La sua è un’arte unica e il suo fascino sta proprio nell’essere soltanto se stessa.

“ALLA RICERCA DI ARCHITETTURA, ARTE E STORIA DI FOSSALTO, L’ANTICA FOSSACECA NORMANNA”

 

SABATO 13 LUGLIO 2024

“ALLA RICERCA DI ARCHITETTURA, ARTE E STORIA DI
FOSSALTO, L’ANTICA FOSSACECA NORMANNA”

a cura dell.arch. Franco Valente”

Il nome antico di Fossalto era Fossaceca, come risulta da una bolla di
papa Anacleto II del 1130. Il nome Fossalto risale al 1862.
Papa Anacleto, per ricambiare il sostegno avuto dai Normanni che lo
avevano appoggiato nella sua elezione, riconobbe a Ruggero il Buono il
titolo reale sull’Italia meridionale. E ricostruì le terre e le chiese che erano
appartenute alla diocesi di Limosano. E, tra queste, anche Fossaceca.
L’arch. Valente ci guiderà nel centro storico di Fossalto , alla scoperta di
importanti testimonianze storiche e artistiche di grande valore.
Solo per citarne alcune, quadri di Paolo Gamba nella chiesa di Santa
Maria Assunta e tele del XVII secolo e un altare di legno intarsiato
rivestito in oro ne4lla chiesa di S. Antonio di Padova.

Notevoli anche il palazzo ottagonale del ‘700 e il palazzo baronale , detto
dei Mascione di origine normanna, se non addirittura longobarda.

La seconda guerra mondiale in Molise attraverso le pagine del “Risorgimento”

La seconda guerra mondiale in Molise attraverso le pagine del “Risorgimento”

I due studiosi, Antonio Salvatore e Fabrizio Nocera, dell’Università degli studi del Molise, illustrano il periodo storico 1943-1944 in Molise, attraverso il quotidiano “Il Risorgimento”, quotidiano nato all’indomani della liberazione di Napoli e che rappresentò uno strumento importante del racconto della guerra e un laboratorio della ripresa democratica di un paese che andava riscoprendo il valore della partecipazione politica .
Attraverso le pagine del giornale, si possono ricostruire gli eventi della guerra in Molise, spesso poco noti e, comunque, non considerati nel giusto valore, come se la guerra non fosse passata nel Sud. D’altra parte, anche le gloriose quattro giornate di Napoli (27-30 settembre 1943), a fatica sono state considerate nella giusta luce.
Per questo siamo grati ai due storici autori del volume , che hanno messo in luce tanti aspetti ed episodi di quel tristissimo periodo della storia italiana, e che tante sciagure provocò anche nella nostra regione.

“Un paese. Da periferia a Bene comune”

 

“Un paese. Da periferia a Bene comune”

di Nicola D’Ascanio

Il racconto dell’autore può essere considerato come una parabola generazionale, la descrizione di una pratica politica fatta di dedizione, di sacrificio, di altruismo, di solidarietà.
Il libro narra una vicenda di vita lunga oltre mezzo secolo, animata da un impegno diretto nella militanza politica, nelle lotte sociali e nell’esercizio di responsabilità individuali.
Una vicenda che attraversa passaggi significativi della democrazia repubblicana e incrocia la modernizzazione che ha mutato il volto e la sostanza della società molisana.
Ma l’autore non si ferma al Molise. Egli parte dal suo paese, Montenero di Bisaccia, per poi passare alle vicende regionali, e infine al quadro nazionale.
E’ una vera e propria storia di vita che diventa storia della società e abbraccia la vita di tanti.

Campobasso in Comune – Conversazioni per la città

 

 

La sezione molisana della Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali (SIPBC onlus) ha voluto rendere omaggio alla città di Campobasso raccogliendo in questo volume i contributi che studiosi e ricercatori, a vario titolo, hanno elaborato nell’ambito del progetto ‘Campobasso in Comune’, un ciclo di conversazioni dedicate al patrimonio culturale e intellettuale della città Capoluogo, svoltesi, sotto l’egida dell’Amministrazione Comunale, nella storica cornice del Circolo Sannitico tra il 2022 e il 2023. Archeologi, storici, architetti, storici dell’arte e artisti hanno accolto l’invito a ‘raccontare Campobasso’, gli uomini illustri che ne hanno attraversato le piazze e i vicoli lasciandovi la propria indelebile impronta, i monumenti, le espressioni artistiche, di antica e di recente origine, sfogliando il libro della Storia e recuperandone porzioni anche dimenticate. Nella certezza che la conoscenza del patrimonio culturale possa sollecitare e ravvivare quel sentimento dello stare insieme che qualcuno ha tanto saggiamente definito ‘esercizio di cittadinanza responsabile’.

Letture cuochiane

 

 

Omaggio a Vincenzo Cuoco nel bicentenario della morte (1823 – 2023)

Nel bicentenenario della morte di Vincenzo Cuoco, la SIPBC ONLUS MOLISE non poteva astenersi dal ricordare questo grande personaggio molisano, nato a Civitacampomarano, in provincia di Campobasso.
Avremmo preferito organizzare un evento nel suo paese natale, in collaborazione con il Comune di Civitacampomarano. Ci siamo attivati, ma non è stato possibile.
Allora abbiamo deciso di organizzare un incontro a Campobasso.
Vincenzo Cuoco si distinse in campo storico, politico, filosofico, economico, giuridico e letterario.
Cugino di Gabriele Pepe, altro grande personaggio molisano, completò la sua
formazione a contatto con i più grandi intellettuali napoletani. Partecipò alla costituzione della repubblica partenopea. Subì anche il carcere e l’esilio, ma continuò nel suo impegno di scrittore e pubblicista. Molte le sue opere, tra cui il famoso “Saggio storico sulla rivoluzione napoletana del 1799”, in cui espose una lucida analisi del motivo sul suo fallimento.

Origini e frequentazioni campobassane di Benedetto Croce

 

 

Relatore: Giovanni Mascia – Saggista

Le origini campobassane di Benedetto Croce, non molto note, ma limpide e dettagliate, sono state rivendicate sempre con simpatia e affetto dall’interessato.
Nel giugno 1932 fu protagonista di una memorabile visita alla città, sulle orme del conte Cola Monforte di cui si accingeva a pubblicare la biografia.
Quindici anni dopo, alla sua famosa lettera a stampa che rievocava i dettagli della visita, arrise l’eco dei ricordi indelebili di alcuni suoi ospiti campobassani.
In particolare fu rimarcata da costoro la bella dimostrazione di civile contegno data allora dal podestà e vice podestà di Campobasso, l’avvocato Alberto Florio e il ragioniere Alberto Cancellario, che aveva allarmato il capo della polizia fascista, Bocchini, come documentato nel dossier degli inquietanti pedinamenti polizieschi esperiti nell’occasione ai danni del senatore antifascista.

Bernardino MUSENGA a 200 anni dalla morte

 

Bernardino MUSENGA a 200 anni dalla morte
Giulia Severino

Il 24 ottobre 2023 celebriamo i duecento anni dalla morte di colui che ha saputo dare alla città di Campobasso un volto nuovo: l’architetto Bernardino Musenga. Artefice di un rinnovamento radicale del capoluogo molisano, egli ha saputo coniugare le esigenze della città con i nuovi orientamenti in campo urbanistico e sociale, dando così forma concreta alle nuove teorizzazioni. Ciò è stato possibile per l’impegno di Musenga profuso in ambito professionale e nella partecipazione alla vita pubblica del capoluogo, ricoprendo la carica di decurione per numerosi anni, sia durante il decennio napoleonico che con la restaurazione del regno borbonico.
La puntuale documentazione con cui Bernardino Musenga ha lasciato nota di ogni momento del suo operato, ci ha inoltre permesso di ricostruire le vicende storiche di Campobasso nel primo ventennio dell’Ottocento, momento assai delicato e fondamentale per lo sviluppo storico, sociale ed economico della città.