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Bernardino MUSENGA a 200 anni dalla morte

 

Bernardino MUSENGA a 200 anni dalla morte
Giulia Severino

Il 24 ottobre 2023 celebriamo i duecento anni dalla morte di colui che ha saputo dare alla città di Campobasso un volto nuovo: l’architetto Bernardino Musenga. Artefice di un rinnovamento radicale del capoluogo molisano, egli ha saputo coniugare le esigenze della città con i nuovi orientamenti in campo urbanistico e sociale, dando così forma concreta alle nuove teorizzazioni. Ciò è stato possibile per l’impegno di Musenga profuso in ambito professionale e nella partecipazione alla vita pubblica del capoluogo, ricoprendo la carica di decurione per numerosi anni, sia durante il decennio napoleonico che con la restaurazione del regno borbonico.
La puntuale documentazione con cui Bernardino Musenga ha lasciato nota di ogni momento del suo operato, ci ha inoltre permesso di ricostruire le vicende storiche di Campobasso nel primo ventennio dell’Ottocento, momento assai delicato e fondamentale per lo sviluppo storico, sociale ed economico della città.

 

DAL COLLEGIO SANNITICO AL CONVITTO NAZIONALE “MARIO PAGANO”: STORIA DEL CENTRO CULTURALE DELLA CITTA

GIOVEDI’ 15 GIUGNO – ORE 18.30-CIRCOLO SANNITICO – PIAZZA PEPE CAMPOBASSO
PROGETTO “CAMPOBASSO IN COMUNE”
DAL COLLEGIO SANNITICO AL CONVITTO NAZIONALE “MARIO PAGANO”:
STORIA DEL CENTRO CULTURALE DELLA CITTA.

Il Convitto Nazionale ‘Mario Pagano’ rappresenta, nella società del Molise, un’istituzione non solo scolastica ma anche culturale che da più di duecento anni è ben radicata sul territorio,
ospitando studenti e personaggi illustri provenienti da tutto il Mezzogiorno.

La scuola ha formato e continua a formare centinaia di studenti che hanno la fortuna di poter crescere in un edificio di altissimo pregio storico e che racchiude nelle sue mura una storia lunghissima che parte dall’insegnamento monastico per raggiungere i tempi e le metodologie moderne.

La conferenza in programma intende raccontare la storia culturale ed architettonica del Convitto trattando le varie fasi che ne hanno definito l’organismo attuale.

NICOLA FELICE E NICOLA FENICE: DUE IDENTITÀ PER UN SOLO PITTORE

ABSTRACT

Stefano Vannozzi

Nel panorama storico-artistico molisano alcuni artisti sembrano meteore di passaggio. Firmano capolavori e poi spariscono. Questa atmosfera di “mistero” è in realtà dovuta a una ricerca ancora poco sviluppata. Non è infatti facile restituire una storia, un passato, partendo dal nulla o quasi.
Questa è l’impresa che mi sono trovato ad affrontare dovendo scrivere di tre opere conservate nel convento di S. Maria della Libera di Cercemaggiore (CB), appartenenti a uno stesso artista del quale si conosceva appena il nome (Nicolaus DeFenice) e il periodo di attività presso questo luogo (1686 l’affresco dell’“Ultima Cena” e la tela di “San Pio V fra santi” e 1687 la tela della “Madonna dell’Arco”).
Attraverso studi archivistici, confronti e approfondimenti ho però ricostruito molto della sua figura, giungendo alla incredibile constatazione che il pittore Nicola Fenice avesse utilizzato nel corso della sua vita e della sua attività artistica un duplice cognome. Una scelta inconsueta ma certamente non infrequente per l’epoca, essendo la stabilizzazione dei cognomi ancora non così rigida.
Il nostro Fenice è dunque da identificarsi con il Nicola Felice battezzato nell’antica chiesa di S. Maria maggiore di Campobasso il 14 settembre 1629 e autore nel 1657 del “San Nicola di Bari tra i Santi Cosma e Damiano, San Rocco e San Nicasio” della chiesa conventuale di Santa Maria di Loreto a Toro (CB).
Ho inoltre confutato i legami con il pittore Giovanni Maria Felice della nota tela “Pace fra i Trinitari e Crociati” del 1592, conservata a palazzo Magno in Campobasso, e ho restituito a ciascuno dei due pittori la loro vera storia familiare, prima ignota, pur auspicando che ancora tanto possa essere aggiunto.
Il Felice / Fenice, assai attivo nella vita sociale campobassana e nella cura degli interessi della propria famiglia, originaria di Toro ma ormai ben radicata nella città di Campobasso, acquistò qui nel 1659 una casa presso la centrale piazza dell’Olmo.
A capo di una fiorente attività, le sue opere, che recano frequenti ripensamenti autografi, sono improntate sull’utilizzo della luce per la costruzione dello spazio e delle figure, hanno una spiccata vivacità cromatica e sono pervase da una continua ricerca del movimento.
Il nostro artista muore all’età di 64 anni, il 07 ottobre 1692, disponendo di essere sepolto presso la chiesa campobassana di San Giorgio.

“AGORA’ – OMBRE E STORIA NELLE PIAZZE DI NAPOLI”

Venerdì 24 febbraio – ore 17.30 -Circolo sannitico – Piazza Pepe – Campobasso
Presentazione dell’opera
“AGORA’ – OMBRE E STORIA NELLE PIAZZE DI NAPOLI”

Relatori:
prof. Mario Rovinello
docente, ricercatore e membro del Direttivo dell’Istituto campano per la storia della Resistenza, dell’antifascismo e dell’età contemporanea “Vera Lombardi”.
Dal 1914 è cultore della materia di Letteratura italiana all’Università Federico II di Napoli. Fondatore e direttore editoriale della casa editrice “La valle del Tempo”
dott. Maurizio Vitiello
già funzionario della Direzione Generale del Museo e Real Bosco di Capodimonte – Napoli, docente “Fondazione Humaniter” – Napoli
Scrittore, articolista, saggista, critico d’arte e curatore indipendente.

Nei due volumi, di autori vari, tra cui Maurizio Vitiello, Mario Rovinello e altri , siamo condotti in un suggestivo viaggio nei luoghi più incantati di Napoli: piazza Amendola, piazza Carolina, piazzetta Pietrasanta, largo Tarsia, piazzetta Salazar, piazza de Filippo, piazza Monteoliveto, piazzale Tecchio, largo S. Giovanni Maggiore, piazza Salvatore di Giacomo, piazza Nazionale.
Prosegue così il viaggio tra le piazze di Napoli in una perfetta sintesi di fantasia e storia. Nuovi autori, per di più giovani, hanno inteso raccontare i ricordi o più semplicemente le sensazioni legate a un luogo della città, talvolta più noto, altre meno. Non manca qualche fantasma o qualche elemento di realismo magico che accrescono la piacevolezza della lettura, così come è presente il rigore storico delle schede iniziali di presentazione delle piazze ricche di “precisione, sintesi, buona documentazione”, tali da accompagnare anche un volenteroso occhio “straniero”

IL PRESIDENTE SIPBC ONLUS-MOLISE
Isabella Astorri

CAMPOBASSO in COMUNE

CAMPOBASSO in COMUNE

Sabato 21 gennaio – ore 11.00 – Chiesa di S. Antonio abate – Campobasso
La chiesa di S. Antonio abate a Campobasso
… per rivedere con altri occhi e sentire con altre orecchie storie poco conosciute di uno dei santi più amati nel bacino mediterraneo
Relatore:
Franco Valente – Architetto e storico

La chiesa di S. Antonio abate, fu trasformata in chiesa nel 1572 e pare che, negli anni precedenti, sia stata sede del primo ospedale di Campobasso.
Ha una struttura architettonica molto semplice, in quanto è composta da un’unica navata, ma, all’interno, è un vero gioiello, ricco di sorprese.
Magnifico è l’altare maggiore, in marmo, realizzato nel 1748.
Sulle pareti laterali troviamo quattro altari barocchi, intagliati in legno e rivestiti di loro zecchino.
Il primo dedicato a S. Antonio abate, con una statua lignea risalente al XV secolo e con tele di Francesco Guarino raffiguranti la vita del Santo , risalenti al XVII secolo.
L’altare del Crocifisso con dipinti di Paolo Fenoglio, risalenti al 1640
L’altare di S. Benedetto con dipinti di Francesco Guarino da Solofra, risalenti al 1643.
L’altare del Sacro Cuore, con una statua lignea che raffigura la Madonna delle Grazie, risalente alla prima metà del ‘500.
All’interno della chiesa , come la tela che raffigura le tentazioni di S. Antonio, troviamo opere del periodo fiammingo del tardo cinquecento.
Saverio Paolo Di Zinno, artefice dei famosi Misteri, trasse sicuramente ispirazione per alcune sue macchine, come le tentazioni di S. Antonio e il trionfo di S. Michele su Lucifero. Del Di Zinno è opera una statua lignea di S. Francesco
La chiesa ebbe molta importanza nella tradizione dei Misteri anche perché, dopo il terremoto del 1805, divenne la sede in cui venivano conservati tutti gli ingegni e di qui, il giorno del Corpus Domini essi partivano per la processione lungo le strade della città.
La chiesa è stata restaurata negli anni ottanta e si è arricchita di dipinti dei nostri pittori contemporanei, Amedeo Trivisonno e Leo Paglione.
Il 17 gennaio, giorno di S. Antonio Abate, sul sagrato della chiesa c’è una grande festa, con la benedizione degli animali. La sera vene acceso un enorme fuoco e vengono gustati piatti tipici campobassani e intonati i famosi canti popolari, le “maitunate” .
L’evento è inserito nel Progetto “Campobasso in Comune”, a cura della SIPBC ONLUS-MOLISE, in collaborazione con il Comune di Campobasso.

 

IL PRESIDENTE SIPBC ONLUS-MOLISE
Isabella Astorri