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CAMPOBASSO in COMUNE

CAMPOBASSO in COMUNE

Sabato 21 gennaio – ore 11.00 – Chiesa di S. Antonio abate – Campobasso
La chiesa di S. Antonio abate a Campobasso
… per rivedere con altri occhi e sentire con altre orecchie storie poco conosciute di uno dei santi più amati nel bacino mediterraneo
Relatore:
Franco Valente – Architetto e storico

La chiesa di S. Antonio abate, fu trasformata in chiesa nel 1572 e pare che, negli anni precedenti, sia stata sede del primo ospedale di Campobasso.
Ha una struttura architettonica molto semplice, in quanto è composta da un’unica navata, ma, all’interno, è un vero gioiello, ricco di sorprese.
Magnifico è l’altare maggiore, in marmo, realizzato nel 1748.
Sulle pareti laterali troviamo quattro altari barocchi, intagliati in legno e rivestiti di loro zecchino.
Il primo dedicato a S. Antonio abate, con una statua lignea risalente al XV secolo e con tele di Francesco Guarino raffiguranti la vita del Santo , risalenti al XVII secolo.
L’altare del Crocifisso con dipinti di Paolo Fenoglio, risalenti al 1640
L’altare di S. Benedetto con dipinti di Francesco Guarino da Solofra, risalenti al 1643.
L’altare del Sacro Cuore, con una statua lignea che raffigura la Madonna delle Grazie, risalente alla prima metà del ‘500.
All’interno della chiesa , come la tela che raffigura le tentazioni di S. Antonio, troviamo opere del periodo fiammingo del tardo cinquecento.
Saverio Paolo Di Zinno, artefice dei famosi Misteri, trasse sicuramente ispirazione per alcune sue macchine, come le tentazioni di S. Antonio e il trionfo di S. Michele su Lucifero. Del Di Zinno è opera una statua lignea di S. Francesco
La chiesa ebbe molta importanza nella tradizione dei Misteri anche perché, dopo il terremoto del 1805, divenne la sede in cui venivano conservati tutti gli ingegni e di qui, il giorno del Corpus Domini essi partivano per la processione lungo le strade della città.
La chiesa è stata restaurata negli anni ottanta e si è arricchita di dipinti dei nostri pittori contemporanei, Amedeo Trivisonno e Leo Paglione.
Il 17 gennaio, giorno di S. Antonio Abate, sul sagrato della chiesa c’è una grande festa, con la benedizione degli animali. La sera vene acceso un enorme fuoco e vengono gustati piatti tipici campobassani e intonati i famosi canti popolari, le “maitunate” .
L’evento è inserito nel Progetto “Campobasso in Comune”, a cura della SIPBC ONLUS-MOLISE, in collaborazione con il Comune di Campobasso.

 

IL PRESIDENTE SIPBC ONLUS-MOLISE
Isabella Astorri

…di Campobasso e del suo Castello

Gabriella Di Rocco
Vicepresidente SIPBC onlus Molise

9 maggio 2022, ore 18.00
Circolo Sannitico, Campobasso

Nell’ambito del progetto ‘Campobasso in Comune’ da noi ideato, progetto che mira a valorizzare la storia e il patrimonio culturale della città capoluogo del Molise mediante un ciclo di conferenze affidate a specialisti del settore quali storici, archeologi, architetti, storici dell’arte, la Sipbc del Molise, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, ha organizzato una conversazione dal titolo …di Campobasso e del suo Castello in cui, attraverso l’analisi delle fonti storico-documentarie e di quelle cartografiche e archeologiche, verranno riassunti i dati salienti e le vicende che caratterizzarono, sin dall’alto Medioevo, la nascita e il successivo sviluppo della città.
Il luogo, com’è noto, fu sede di un insediamento fortificato in epoca preromana, poi rioccupato in età medievale. L’antico fortilizio è oggi scomparso perché inglobato dal maniero che tutti i campobassani chiamano da secoli ‘Monforte’, dal nome del casato che rese grande Campobasso e la sua contea nel XV secolo.
La prima menzione della città risale all’878 ed è contenuta nell’atto con cui il principe Adelchi condona “dationes vel pensiones quascumque servis predicti monasterii ex finibus Campu Bassi et ex finibus Bifernense”. Seppur riferito al territorio (un campo-basso posto al di sotto del monte circondato da colline) e non ad uno specifico insediamento, il toponimo ex finibus Campu Bassi lascia supporre l’esistenza di un aggregato abitativo; i frammenti scultorei altomedievali rinvenuti nella chiesa di San Giorgio sita ai piedi del quattrocentesco castello, nonché la presenza di un edificio di culto, oggi non più esistente ma attestato dalle fonti, dedicato all’Arcangelo Michele posto tra il castello e la chiesa di San Giorgio, avvalorano l’ipotesi che in cima al monte i Longobardi dovettero edificare un fortilizio. Una pergamena del 1216 menziona il primo dei feudatari normanni di Campobasso di cui siamo a conoscenza, Roberto di Molise, sulla cui esatta identificazione sussistono dubbi, ma certamente discendente, nipote o pronipote, di Roberto de Molisio, fratello di Simone conte di Boiano; nel documento per la prima volta Campobasso è definito castrum. L’ultima discendente dei de Molisio, Tommasella, andrà in sposa nel 1320 a Riccardello Monforte Gambatesa. Il casato dei Monforte avrà grande importanza per lo sviluppo e l’articolazione urbana del centro antico di Campobasso nella seconda metà del XV secolo. E di questo casato, in particolare, avremo modo di narrare le vicende nel corso dell’incontro.