Autore: Paolo Di Lella

Charles Moulin – Un Naturalista che ha prediletto la natura del Molise

 

Lunedì 16 settembre ore 18.00

Sala Convegni Hotel S. Giorgio Via Insorti d’Ungheria- CB

“Charles Moulin – Un Naturalista che ha prediletto la natura del Molise”

Il relatore, avv.Roberto Fiocca  collezionista e biografo di Moulin, conobbe da bambino l’artista, quando viveva sulle nostre montagne. Moulin, nato  a Lilla, in Francia, studiò a Parigi. Ebbe rapporti  con i grandi artisti del tempo , tra cui Matisse e Moreau . Vinse vari premi e raggiunse una grande notorietà, ma lasciò la Francia e il successo e decise di vivere in Molise, sulle Mainarde, affascinato dalla splendido paesaggio delle nostre montagne. Si costruì un rifugio in pietra e continuò sempre a dipingere, ritraendo le persone di Castelnuovo al Volturno, di Scapoli  e del circondario.

Non possiamo collocare Moulin in una corrente, in un movimento artistico.

Egli si mosse tra realismo, impressionismo e simbolismo, pur non appartenendo a nessuno di questi . La sua è un’arte unica e il suo fascino sta proprio nell’essere soltanto se stessa.

“ALLA RICERCA DI ARCHITETTURA, ARTE E STORIA DI FOSSALTO, L’ANTICA FOSSACECA NORMANNA”

 

SABATO 13 LUGLIO 2024

“ALLA RICERCA DI ARCHITETTURA, ARTE E STORIA DI
FOSSALTO, L’ANTICA FOSSACECA NORMANNA”

a cura dell.arch. Franco Valente”

Il nome antico di Fossalto era Fossaceca, come risulta da una bolla di
papa Anacleto II del 1130. Il nome Fossalto risale al 1862.
Papa Anacleto, per ricambiare il sostegno avuto dai Normanni che lo
avevano appoggiato nella sua elezione, riconobbe a Ruggero il Buono il
titolo reale sull’Italia meridionale. E ricostruì le terre e le chiese che erano
appartenute alla diocesi di Limosano. E, tra queste, anche Fossaceca.
L’arch. Valente ci guiderà nel centro storico di Fossalto , alla scoperta di
importanti testimonianze storiche e artistiche di grande valore.
Solo per citarne alcune, quadri di Paolo Gamba nella chiesa di Santa
Maria Assunta e tele del XVII secolo e un altare di legno intarsiato
rivestito in oro ne4lla chiesa di S. Antonio di Padova.

Notevoli anche il palazzo ottagonale del ‘700 e il palazzo baronale , detto
dei Mascione di origine normanna, se non addirittura longobarda.

La seconda guerra mondiale in Molise attraverso le pagine del “Risorgimento”

La seconda guerra mondiale in Molise attraverso le pagine del “Risorgimento”

I due studiosi, Antonio Salvatore e Fabrizio Nocera, dell’Università degli studi del Molise, illustrano il periodo storico 1943-1944 in Molise, attraverso il quotidiano “Il Risorgimento”, quotidiano nato all’indomani della liberazione di Napoli e che rappresentò uno strumento importante del racconto della guerra e un laboratorio della ripresa democratica di un paese che andava riscoprendo il valore della partecipazione politica .
Attraverso le pagine del giornale, si possono ricostruire gli eventi della guerra in Molise, spesso poco noti e, comunque, non considerati nel giusto valore, come se la guerra non fosse passata nel Sud. D’altra parte, anche le gloriose quattro giornate di Napoli (27-30 settembre 1943), a fatica sono state considerate nella giusta luce.
Per questo siamo grati ai due storici autori del volume , che hanno messo in luce tanti aspetti ed episodi di quel tristissimo periodo della storia italiana, e che tante sciagure provocò anche nella nostra regione.

“Un paese. Da periferia a Bene comune”

 

“Un paese. Da periferia a Bene comune”

di Nicola D’Ascanio

Il racconto dell’autore può essere considerato come una parabola generazionale, la descrizione di una pratica politica fatta di dedizione, di sacrificio, di altruismo, di solidarietà.
Il libro narra una vicenda di vita lunga oltre mezzo secolo, animata da un impegno diretto nella militanza politica, nelle lotte sociali e nell’esercizio di responsabilità individuali.
Una vicenda che attraversa passaggi significativi della democrazia repubblicana e incrocia la modernizzazione che ha mutato il volto e la sostanza della società molisana.
Ma l’autore non si ferma al Molise. Egli parte dal suo paese, Montenero di Bisaccia, per poi passare alle vicende regionali, e infine al quadro nazionale.
E’ una vera e propria storia di vita che diventa storia della società e abbraccia la vita di tanti.

Campobasso in Comune – Conversazioni per la città

 

 

La sezione molisana della Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali (SIPBC onlus) ha voluto rendere omaggio alla città di Campobasso raccogliendo in questo volume i contributi che studiosi e ricercatori, a vario titolo, hanno elaborato nell’ambito del progetto ‘Campobasso in Comune’, un ciclo di conversazioni dedicate al patrimonio culturale e intellettuale della città Capoluogo, svoltesi, sotto l’egida dell’Amministrazione Comunale, nella storica cornice del Circolo Sannitico tra il 2022 e il 2023. Archeologi, storici, architetti, storici dell’arte e artisti hanno accolto l’invito a ‘raccontare Campobasso’, gli uomini illustri che ne hanno attraversato le piazze e i vicoli lasciandovi la propria indelebile impronta, i monumenti, le espressioni artistiche, di antica e di recente origine, sfogliando il libro della Storia e recuperandone porzioni anche dimenticate. Nella certezza che la conoscenza del patrimonio culturale possa sollecitare e ravvivare quel sentimento dello stare insieme che qualcuno ha tanto saggiamente definito ‘esercizio di cittadinanza responsabile’.

Letture cuochiane

 

 

Omaggio a Vincenzo Cuoco nel bicentenario della morte (1823 – 2023)

Nel bicentenenario della morte di Vincenzo Cuoco, la SIPBC ONLUS MOLISE non poteva astenersi dal ricordare questo grande personaggio molisano, nato a Civitacampomarano, in provincia di Campobasso.
Avremmo preferito organizzare un evento nel suo paese natale, in collaborazione con il Comune di Civitacampomarano. Ci siamo attivati, ma non è stato possibile.
Allora abbiamo deciso di organizzare un incontro a Campobasso.
Vincenzo Cuoco si distinse in campo storico, politico, filosofico, economico, giuridico e letterario.
Cugino di Gabriele Pepe, altro grande personaggio molisano, completò la sua
formazione a contatto con i più grandi intellettuali napoletani. Partecipò alla costituzione della repubblica partenopea. Subì anche il carcere e l’esilio, ma continuò nel suo impegno di scrittore e pubblicista. Molte le sue opere, tra cui il famoso “Saggio storico sulla rivoluzione napoletana del 1799”, in cui espose una lucida analisi del motivo sul suo fallimento.

Origini e frequentazioni campobassane di Benedetto Croce

 

 

Relatore: Giovanni Mascia – Saggista

Le origini campobassane di Benedetto Croce, non molto note, ma limpide e dettagliate, sono state rivendicate sempre con simpatia e affetto dall’interessato.
Nel giugno 1932 fu protagonista di una memorabile visita alla città, sulle orme del conte Cola Monforte di cui si accingeva a pubblicare la biografia.
Quindici anni dopo, alla sua famosa lettera a stampa che rievocava i dettagli della visita, arrise l’eco dei ricordi indelebili di alcuni suoi ospiti campobassani.
In particolare fu rimarcata da costoro la bella dimostrazione di civile contegno data allora dal podestà e vice podestà di Campobasso, l’avvocato Alberto Florio e il ragioniere Alberto Cancellario, che aveva allarmato il capo della polizia fascista, Bocchini, come documentato nel dossier degli inquietanti pedinamenti polizieschi esperiti nell’occasione ai danni del senatore antifascista.

Bernardino MUSENGA a 200 anni dalla morte

 

Bernardino MUSENGA a 200 anni dalla morte
Giulia Severino

Il 24 ottobre 2023 celebriamo i duecento anni dalla morte di colui che ha saputo dare alla città di Campobasso un volto nuovo: l’architetto Bernardino Musenga. Artefice di un rinnovamento radicale del capoluogo molisano, egli ha saputo coniugare le esigenze della città con i nuovi orientamenti in campo urbanistico e sociale, dando così forma concreta alle nuove teorizzazioni. Ciò è stato possibile per l’impegno di Musenga profuso in ambito professionale e nella partecipazione alla vita pubblica del capoluogo, ricoprendo la carica di decurione per numerosi anni, sia durante il decennio napoleonico che con la restaurazione del regno borbonico.
La puntuale documentazione con cui Bernardino Musenga ha lasciato nota di ogni momento del suo operato, ci ha inoltre permesso di ricostruire le vicende storiche di Campobasso nel primo ventennio dell’Ottocento, momento assai delicato e fondamentale per lo sviluppo storico, sociale ed economico della città.

 

DAL COLLEGIO SANNITICO AL CONVITTO NAZIONALE “MARIO PAGANO”: STORIA DEL CENTRO CULTURALE DELLA CITTA

GIOVEDI’ 15 GIUGNO – ORE 18.30-CIRCOLO SANNITICO – PIAZZA PEPE CAMPOBASSO
PROGETTO “CAMPOBASSO IN COMUNE”
DAL COLLEGIO SANNITICO AL CONVITTO NAZIONALE “MARIO PAGANO”:
STORIA DEL CENTRO CULTURALE DELLA CITTA.

Il Convitto Nazionale ‘Mario Pagano’ rappresenta, nella società del Molise, un’istituzione non solo scolastica ma anche culturale che da più di duecento anni è ben radicata sul territorio,
ospitando studenti e personaggi illustri provenienti da tutto il Mezzogiorno.

La scuola ha formato e continua a formare centinaia di studenti che hanno la fortuna di poter crescere in un edificio di altissimo pregio storico e che racchiude nelle sue mura una storia lunghissima che parte dall’insegnamento monastico per raggiungere i tempi e le metodologie moderne.

La conferenza in programma intende raccontare la storia culturale ed architettonica del Convitto trattando le varie fasi che ne hanno definito l’organismo attuale.

NICOLA FELICE E NICOLA FENICE: DUE IDENTITÀ PER UN SOLO PITTORE

ABSTRACT

Stefano Vannozzi

Nel panorama storico-artistico molisano alcuni artisti sembrano meteore di passaggio. Firmano capolavori e poi spariscono. Questa atmosfera di “mistero” è in realtà dovuta a una ricerca ancora poco sviluppata. Non è infatti facile restituire una storia, un passato, partendo dal nulla o quasi.
Questa è l’impresa che mi sono trovato ad affrontare dovendo scrivere di tre opere conservate nel convento di S. Maria della Libera di Cercemaggiore (CB), appartenenti a uno stesso artista del quale si conosceva appena il nome (Nicolaus DeFenice) e il periodo di attività presso questo luogo (1686 l’affresco dell’“Ultima Cena” e la tela di “San Pio V fra santi” e 1687 la tela della “Madonna dell’Arco”).
Attraverso studi archivistici, confronti e approfondimenti ho però ricostruito molto della sua figura, giungendo alla incredibile constatazione che il pittore Nicola Fenice avesse utilizzato nel corso della sua vita e della sua attività artistica un duplice cognome. Una scelta inconsueta ma certamente non infrequente per l’epoca, essendo la stabilizzazione dei cognomi ancora non così rigida.
Il nostro Fenice è dunque da identificarsi con il Nicola Felice battezzato nell’antica chiesa di S. Maria maggiore di Campobasso il 14 settembre 1629 e autore nel 1657 del “San Nicola di Bari tra i Santi Cosma e Damiano, San Rocco e San Nicasio” della chiesa conventuale di Santa Maria di Loreto a Toro (CB).
Ho inoltre confutato i legami con il pittore Giovanni Maria Felice della nota tela “Pace fra i Trinitari e Crociati” del 1592, conservata a palazzo Magno in Campobasso, e ho restituito a ciascuno dei due pittori la loro vera storia familiare, prima ignota, pur auspicando che ancora tanto possa essere aggiunto.
Il Felice / Fenice, assai attivo nella vita sociale campobassana e nella cura degli interessi della propria famiglia, originaria di Toro ma ormai ben radicata nella città di Campobasso, acquistò qui nel 1659 una casa presso la centrale piazza dell’Olmo.
A capo di una fiorente attività, le sue opere, che recano frequenti ripensamenti autografi, sono improntate sull’utilizzo della luce per la costruzione dello spazio e delle figure, hanno una spiccata vivacità cromatica e sono pervase da una continua ricerca del movimento.
Il nostro artista muore all’età di 64 anni, il 07 ottobre 1692, disponendo di essere sepolto presso la chiesa campobassana di San Giorgio.