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Castelvecchio in Verona – 15 ottobre 2019 – ”Jus in bello e Jus ad Bellum”

Nella meravigliosa cornice di Castelvecchio in Verona, sede del Circolo Unificato, avrà luogo il 15 ottobre 2019 alle ore 17:30 la conferenza  dal titolo: ”Jus in bello e Jus ad Bellum”, sottotitolo: Le Forze Armate italiane e il Diritto Internazionale Umanitario.

L’idea nasce dalla collaborazione fra l’Associazione Forze Armate e di Polizia, e la SIPBC Sezione regionale Veneto grazie al Delegato SIPBC di Verona Ten. Col. dott. Amedeo De Maio.

Le Forze armate. impegnate fuori dai confini nazionali, operano nell’ambito delle crisis response operation, in una altalenante condizione che muove dal peacekeeping al peace enforcing, la cui ossatura giurisprudenziale, applicabile nei casi di reati commessi dal personale militare, è riconducibile  ad una serie di principi consuetudinari propri del diritto internazionale pubblico e dai codici penali militari di pace e di guerra. In quest’ambito è opportuna  anche la conoscenza della normativa sulla Protezione dei Beni Culturali sia in tempo di pace sia in tempo di guerra.

Relatori:

Gen. C.A. Giuseppenicola Tota, Comandante del COMFOTER SPT, fornirà, nel corso della fase introduttiva, alcuni elementi conoscitivi dei teatri operativi attualmente d’interesse delle Forze armate e loro eventuali correlazioni.

Dott. Vincenzo Santoro, Presidente del Tribunale Militare di Verona, si occuperà dell’applicazione del diritto penale militare (di pace e di guerra) ai contesti operativi e loro differenze.

Prof.ssa Ida Caracciolo, data la poliedrica esperienza, parlerà di diritti umani, diritto internazionale umanitario e le funzioni dei tribunali e corti internazionali.

Col. CRI (ris) Riccardo Romeo Jasinski, Presidente della Società Italiana per la  Protezione dei Beni Culturali in Toscana , riferirà della protezione dei beni culturali durante le fasi del conflitto ed in ogni tempo.

Campobasso – 18 ottobre 2019 – ”Amori e amanti in Pompei antica”

Dott. Francesco Paolo Maulucci

”Amori e amanti in Pompei antica”

L’autore tesse con materiali disomogenei, quali i graffiti d’amore sui muri di Pompei antica, una sorta di saggio romanzo con principio e fine, e, quel che più conta, riscatta con le sue analisi, rigorosa e pur carica di umanità, una città su cui gravava come un macigno l’accusa di essere il paradiso dei sensi.

Il dott. Maulucci è stato soprintendente agli scavi di Pompei e qui si è dato allo studio della città antica, enormemente facilitato dalla sua dimora all’interno degli scavi archeologici.

Si è dedicato anche ad un’intensa attività letteraria che lo hanno imposto all’attenzione di critici e studiosi con numerose pubblicazioni tradotte e diffuse in molte lingue in Europa e fuori.

Notevole la sua ricerca, nei fondi notarili, di centinaia di atti inediti di casa Leopardi, raccolti nel volume “Mia savia et amorosissima donna”, pubblicato nel 1987, per il 150° della morte del poeta.

Campobasso – Venerdì 5 luglio – ”Alla scoperta delle ville dei papi– Un viaggio esclusivo nel seicento romano”

Antonella Di Lorenzo – Teresa Leone

”Alla scoperta delle ville dei papi– Un viaggio esclusivo nel seicento romano”

Le due autrici sono architetti che ci conducono, in un itinerario culturale, attraverso le splendide ville dei dintorni di Roma: percorrendo i magnifici saloni affrescati, i rigogliosi giardini e gli incantevoli cortili si possono rivivere gli antichi fasti di queste prestigiose dimore, gioielli unici e preziosi per i cultori di storia e di arte.

Attraverso il percorso delle due relatrici, conosciamo questi tesori, con una descrizione precisa e insieme con tante notizie ad essa correlate: le famiglie di provenienza dei papi, le altre importanti proprietà che esse avevano a Roma o comunque nei dintorni, svolgendo una sorta di gomitolo che si srotola nella campagna romana con infinite diramazioni interessanti ed accattivanti.

Arte e storia insieme, quindi, per immergersi in un’epoca lontana, ma colma di fascino.

Le vie dell’iconografia cristiana – Dal saggio di André Grabar all’esperienza personale

Le vie dell’iconografia cristiana.

Dal saggio di André Grabar all’esperienza personale

Gabriella Di Rocco

abstract

Dalla notte dei tempi l’uomo ha sentito l’esigenza di esprimersi attraverso l’arte e i suoi simboli. Pensiamo, ad esempio, alle magnifiche pitture in grotta dei nostri progenitori ‘paleolitici’ e così per lunghi millenni sino alle vette, certamente ancora insuperate, dei grandi maestri ed artisti greco-romani. Con l’avvento della nostra era, tuttavia, le nascenti comunità cristiane che man mano si andavano costituendo a Roma e in tutto il bacino del Mediterraneo – in particolare in Anatolia dove per primi i discepoli di Cristo furono detti ‘Cristiani’ – non sentirono immediatamente l’esigenza di codificare la nuova fede, il nuovo credo, mediante simboli e canoni iconografici. Solo a partire dall’inizio del III secolo d.C., dopo timidissimi e schematici esordi, nasce l’arte che noi definiamo propriamente cristiana; si diffondono forme di rappresentazioni sempre più elaborate che si iniziano ad intravedere nei piccoli, modesti contesti delle domus ecclesiae private e negli ambiti cimiteriali. Poi, a partire dal 313, in seguito alla liberalizzazione del nuovo culto ad opera dell’imperatore Costantino, l’arte cristiana risale in superficie dalle tenebre sepolcrali e inizia a ricoprire pareti, soffitti, absidi di grandi, ma anche di piccole basiliche, di palazzi episcopali e imperiali e di oratori.

Questo l’oggetto precipuo della nostra conversazione che avrà come guida e nume l’insuperato saggio del Professor Grabar (1896-1990) – Le vie dell’iconografia cristiana – che tanta fortuna ha avuto, e continua ad avere, in generazioni di studiosi e specialisti del settore.

Infine, una piccola nota autobiografica: l’esperienza diretta di un’apprendista iconografa che dall’ambito teorico e di studio ha abbracciato, con fatica e non senza difficoltà, la bellissima e complessa arte della pittura a tempera su tavola.

 

 

   SULLE TRACCE DEGLI ENOTRI, NELLA CALABRIA SETTENTRIONALE, TRA STORIA E ARCHEOLOGIA

SABATO 6 APRILE p.v. (ore 17,00), riprende l’attività della SIPBC calabrese,  con un importante incontro culturale in tema di storia e archeologia della nostra regione, organizzato in collaborazione con l’Associazione per la Storia e l’Archeologia della Sibaritide e col  patrocinio della Deputazione di Storia Patria per la Calabria e del Museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza. Il tema  del convegno è il seguente:

         SULLE TRACCE DEGLI ENOTRI, NELLA CALABRIA SETTENTRIONALE,

                                            TRA STORIA E ARCHEOLOGIA

 

La manifestazione si terrà a Trebisacce, presso il Parco Archeologico di Broglio. Relazioneranno : C. Colelli, T.Masneri, M.Cerzoso.  L’inizio del convegno è fissato alle ore 17. Prima del convegno, tra le 16 e le 17, per chi vorrà partecipare, ci sarà una visita guidata al Villaggio Enotrio di Broglio.

 

Le minoranze linguistiche in Molise: Gli Arbereshe – Campobasso – Sala Convegni Hotel S. Giorgio – 3 aprile 2019

Le minoranze linguistiche in Molise: Gli Arbereshe

Intorno alla metà del XIV secolo, molti Albanesi, per sfuggire alle incursioni turche, ripararono in Italia, stanziandosi in alcune regioni sulle coste adriatiche (Molise, Puglia, Calabria, Sicilia).
Al loro arrivo in Molise, trovarono un territorio sconvolto dal terremoto del 1456, dalla carestia e dalle incursioni saracene.
In Molise si stanziarono a Ururi, Portocannone, S. Martino in Pensilis, Campomarino e all’inizio l’integrazione fu faticosa, soprattutto perché gli Arbershe fecero fatica ad abbandonare il rito bizantino, punto di riferimento della loro identità religiosa e culturale.
Poi, nel corso degli anni, vi fu una progressiva integrazione, grazie anche alla loro laboriosità ed ingegnosità.
Eroe nazionale degli Arbereshe è Giorgio Castriota, detto Scandenberg,(1495-1468) principe albanese e condottiero della resistenza ai turchi. Combatté anche in Italia per gli Aragonesi, ottenendo importanti riconoscimenti. E’ diventato famoso i tutta Europa e ancora in Italia vivono i suoi discendenti.
Oggi, pur perfettamente integrati, gli Albanesi non hanno perduto la loro identità e fortissimo è il legame con la tradizione e la lingua che viene insegnata anche nelle scuole.
Ciò grazie anche alla legge 482\99 che ha influito notevolmente anche sulle giovani generazioni, per una presa di coscienza sull’importanza di tutelare e salvaguardare il loro patrimonio storico e culturale.
Significativo è il loro senso dell’accoglienza, come dimostra la perfetta integrazione di immigrati africani nella loro comunità.
Il convegno, in  cui si parlerà della storia e delle espressioni musicali di questa fiera comunità, si concluderà con un suggestivo concerto di canti antichi.

Clic – Storia Luoghi Immagini di Pompeo Fanelli

Il dott. Pompeo Fanelli da sempre è appassionato di fotografia, storia, arte, letteratura.

Laureato in Scienze economiche e in materie letterarie con indirizzo storico -economico, è direttore generale della Banca Popolare delle Province Molisane e titolare della cattedra di Economia degli Itermediari Finanziari presso l’Università del Molise.

Il libro, presentato recentemente anche a Cracovia, “Clic-Storia luoghi immagini” è un percorso attraverso la scoperta di luoghi dimenticati o anche quotidianamente presenti davanti ai nostri occhi.

Gli scatti, oltre che a suscitare un’intensa emozione, sono anche un richiamo a chi arriverà ancora a frequentare quei luoghi, un richiamo dell’autore che esprime tutto il suo amore per la bellezza.

Il ricavato della vendita dei libri sarà devoluto in favore di associazioni culturali che trovano nell’apporto economico della BPPM la possibilità di finanziare le loro attività, promuovendo cultura come strumento di crescita sociale ed economica.