Tag: Molise

XIII Edizione – Presentazione calendario 2026

Siamo alla tredicesima edizione del nostro calendario e questo è un impegno
che porteremo avanti nel tempo.
Il 2026 è molto importante per noi, in quanto ricorre il ventesimo anno della
fondazione della SIPBC ONLUS-MOLISE.
Sperando di fare cosa gradita a quanti, in questi anni, ci hanno seguito e
supportato con il loro interesse, abbiamo pensato di ripercorrere le tappe più
importanti del nostro percorso ventennale.
In ogni mese abbiamo riportato le locandine di alcuni eventi, operando,
naturalmente, una scelta tra i circa 200 che abbiamo organizzato.
In questa operazione, non facile, abbiamo individuato le varie tematiche di cui
ci siamo occupati, riguardanti il nostro Molise, l’Italia e il contesto
internazionale. Non abbiamo dimenticato le nostre pubblicazioni, i due
convegni internazionali e l’apposizione dello Scudo Blu della Convenzione
dell’Aja ad Altilia, Pietrabbondante, Larino e Isernia La Pineta.
Sperando che il nostro calendario sia gradito, ringraziamo di cuore quanti, nel
corso degli anni, ci hanno accompagnato, condividendo la nostra passione e
l’impegno per la tutela dei beni culturali,
Un ringraziamento particolare alla Banca Popolare delle Province Molise, per
il suo sostegno.

IL PRESIDENTE SIPBC ONLUS-MOLISE

Isabella Astorri

LA STORIA DELLA TAVOLA OSCA DI CAPRACOTTA\AGNONE

 

 

Giovedì 16 ottobre – Circolo sannitico – Campobasso

 

 

Vincenzino di Nardo, autore  di un interessante volume sull’argomento, è un medico, primario ospedaliero , ora in pensione.  E’ nato a Capracotta (IS), e pur se, per il suo lavoro, è stato lontano  dal suo paese, l’attaccamento alle sue radici, alle sue montagne è stato lo stimolo che lo ha spinto a ricercare ed approfondire storie e personaggi della sua terra.

La “Tavola Osca”, di cui ha ricostruito la storia, è stata la sua ricerca più appassionante.

L’autore ricostruisce le vicende di una tavoletta di bronzo del III-II  sec. a. C., con iscrizioni i n lingua osco-sannita, rinvenuta nel 1948 in un podere  del comune di Capracotta (IS), nell’Alto Molise.

Racconta le modalità del suo trasferimento al vicino comune di Agnone, la successiva vendita  al mercato  clandestino di Napoli, la transitoria comparsa  nella bottega antiquaria di Alessandro Castellani a Roma, fino alla destinazione finale; il British Museum di Londra.

Alla luce di documenti,affronta il problema dell’autenticità di una seconda Tavola, comparsa a distanza di 80 anni dal rinvenimento della prima e copia quasi perfetta di quest’ultima.

Questa la tesi del dott. Di Nardo sulla Tavola Osca. Altri studiosi hanno affrontato il tema e sono giunti a conclusioni diverse.

L’argomento, molto affascinante, sarà l’occasione per un vivace e interessante dibattito.

L’arch. Franco Valente racconta Fossalto

 

 

GIOVEDI’ 31 luglio – ORE 21,00 – Piazza don Antonio Pizzi–  FOSSALTO (CB)

L’arch. Franco Valente racconta  Fossalto

L’arch. Franco Valente, storico e critico d’arte, ci parlerà della storia, dell’arte e delle tradizioni di Fossalto, conducendoci attraverso i luoghi più suggestivi di questo piccolo centro in provincia di Campobasso, ricco di storia e di poco conosciuti tesori e che in origine era chiamato Fossaceca, di origine normanna.

E su “Fossaceca normanna” proprio l’arch. Valente ha pubblicato un accurato articolo nel 2010 e, inoltre, sempre sull’argomento, c’è l’opera in due volumi di don Antonio Pizzi, parroco del paese per cinquanta anni.

Il borgo antico conserva la sua struttura originale e vi spiccano vari monumenti di grande interesse, tra cui il palazzo baronale e le chiese di Santa Maria Assunta (con  il suo altare in marmo policromo e alcuni dipinti di Paolo Gamba) e di Sant’Antonio di Padova, in stile barocco e con uno splendido altare maggiore in legno intarsiato.

E c’è anche molto altro. Ma, al di là di questi monumenti, è interessante girare per tutte le strade del piccolo paese, dove si possono ammirare, su molte abitazioni, bellissimi portali in pietra realizzati da maestri artigiani locali.

Grazie alla Pro Loco, Fossalto è stata inclusa nella rete del “Passaporto del Molise, uno strumento di viaggio che guida i visitatori ad esplorare i tesori nascosti della nostra regione.

Si possono, in tal modo, scoprire storia, arte e tradizioni anche di questo piccolo borgo.

GIOVANNI MANOCCHIO – SCULTORE MOLISANO

 

GIOVANNI MANOCCHIO
SCULTORE MOLISANO
(Campobasso 1905 il 20 ottobre, 27 gennaio 1969)

 

Frequenta da giovanissimo lo studio d’arte del pittore Amedeo Trivisonno il quale lo indirizza subito all’arte del disegno e della pittura; Manocchio completa il ciclo di studi presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli e si abilita all’insegnamento del Disegno e della Storia dell’arte nei Licei dove insegna la
maggior parte della sua vita. E’ stato uno scultore tra i maggiori dell’arte molisana. La sua scultura è orientata da un impressionismo molto accentuato, a volte caratterizzando il modellato anche con un “non finito” voluto.
La scultura di Giovanni Manocchio ha inizialmente un carattere decisamente classico e figurativo, ma subito ebbe delle radicali trasformazioni che lo portarono ad essere molto vicino agli impressionisti.
Con le sue sculture, infatti, Giovanni Manocchio, esplora in continuazione le peculiarità di tutti i materiali, in particolare di quelli più docili da modellare come l’argilla e il gesso.
Le sue opere danno il senso forte dell’impressione e di una notevole emozione a chi le osserva.

LA FONDAZIONE DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II NELLA STORIA DEL REGNO DI NAPOLI (1224-2024)

 

Mercoledì 13 novembre – ore 17.00

UNIMOL – SALA FERMI – BIBLIOTECA D’ATENEO
“LA FONDAZIONE DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II
NELLA STORIA DEL REGNO DI NAPOLI (1224-2024)”

Ottocento anni fa, Federico II, re di Sicilia e imperatore, fondò a Napoli la più antica Università statale. ed è un importante primato.
Non è che non vi fossero nel 1224 altre Università. Si chiamavano comunemente Studi e si erano costituite come corporazioni spontanee di studenti o di maestri, comunque sempre connesse alle istituzioni ecclesiastiche o ai comuni.
Quella di Napoli era laica, emanazione del sovrano, a cui erano sottoposti rettori e insegnanti. C’erano al tempo grandi università in Europa, come Oxford o Parigi, ma non erano state create dai sovrani.
Quella di Napoli è il primo caso di un sovrano che fonda un’Università, non tollerando , come dice lo stesso Federico nella lettera di fondazione, che i propri giovani sudditi vadano a studiare fuori del regno.
Nel corso dei secoli, grandi passi fece l’Università di Napoli, perché tutti i sovrani che si sono succeduti, hanno provveduto a mantenerla e rafforzarla. Oggi sono prestigiosi i vari indirizzi dell’Ateneo, dalle facoltà scientifiche all’economia alle scienze umane. Notevole passo avanti sul piano sociale, negli ultimi anni, è stata l’apertura al territorio. grande progetto che si è realizzato nel 2022: la sede della facoltà di medicina a Scampia, luogo tristemente famoso per il suo degrado. E la cosa ha un grande significato: una decisa inversione di rotta, nel quartiere di Gomorra.

Charles Moulin – Un Naturalista che ha prediletto la natura del Molise

 

Lunedì 16 settembre ore 18.00

Sala Convegni Hotel S. Giorgio Via Insorti d’Ungheria- CB

“Charles Moulin – Un Naturalista che ha prediletto la natura del Molise”

Il relatore, avv.Roberto Fiocca  collezionista e biografo di Moulin, conobbe da bambino l’artista, quando viveva sulle nostre montagne. Moulin, nato  a Lilla, in Francia, studiò a Parigi. Ebbe rapporti  con i grandi artisti del tempo , tra cui Matisse e Moreau . Vinse vari premi e raggiunse una grande notorietà, ma lasciò la Francia e il successo e decise di vivere in Molise, sulle Mainarde, affascinato dalla splendido paesaggio delle nostre montagne. Si costruì un rifugio in pietra e continuò sempre a dipingere, ritraendo le persone di Castelnuovo al Volturno, di Scapoli  e del circondario.

Non possiamo collocare Moulin in una corrente, in un movimento artistico.

Egli si mosse tra realismo, impressionismo e simbolismo, pur non appartenendo a nessuno di questi . La sua è un’arte unica e il suo fascino sta proprio nell’essere soltanto se stessa.

La seconda guerra mondiale in Molise attraverso le pagine del “Risorgimento”

La seconda guerra mondiale in Molise attraverso le pagine del “Risorgimento”

I due studiosi, Antonio Salvatore e Fabrizio Nocera, dell’Università degli studi del Molise, illustrano il periodo storico 1943-1944 in Molise, attraverso il quotidiano “Il Risorgimento”, quotidiano nato all’indomani della liberazione di Napoli e che rappresentò uno strumento importante del racconto della guerra e un laboratorio della ripresa democratica di un paese che andava riscoprendo il valore della partecipazione politica .
Attraverso le pagine del giornale, si possono ricostruire gli eventi della guerra in Molise, spesso poco noti e, comunque, non considerati nel giusto valore, come se la guerra non fosse passata nel Sud. D’altra parte, anche le gloriose quattro giornate di Napoli (27-30 settembre 1943), a fatica sono state considerate nella giusta luce.
Per questo siamo grati ai due storici autori del volume , che hanno messo in luce tanti aspetti ed episodi di quel tristissimo periodo della storia italiana, e che tante sciagure provocò anche nella nostra regione.

“Un paese. Da periferia a Bene comune”

 

“Un paese. Da periferia a Bene comune”

di Nicola D’Ascanio

Il racconto dell’autore può essere considerato come una parabola generazionale, la descrizione di una pratica politica fatta di dedizione, di sacrificio, di altruismo, di solidarietà.
Il libro narra una vicenda di vita lunga oltre mezzo secolo, animata da un impegno diretto nella militanza politica, nelle lotte sociali e nell’esercizio di responsabilità individuali.
Una vicenda che attraversa passaggi significativi della democrazia repubblicana e incrocia la modernizzazione che ha mutato il volto e la sostanza della società molisana.
Ma l’autore non si ferma al Molise. Egli parte dal suo paese, Montenero di Bisaccia, per poi passare alle vicende regionali, e infine al quadro nazionale.
E’ una vera e propria storia di vita che diventa storia della società e abbraccia la vita di tanti.

Il paesaggio urbano di Campobasso e i suoi palazzi

Il paesaggio urbano di Campobasso e i suoi palazzi

 

Non c’è unicità nel paesaggio urbano campobassano, nemmeno nelle sue parti più antiche costruite fino all’inizio del secolo scorso, quando, con l’avvento del Movimento Moderno in architettura e le nuove espansioni urbane, si è avuta una netta rottura con la città storica.

Quelle parti più antiche della città si contraddistinguono per due aspetti nettamente diversi, configurati e individuabili nella città medioevale e rinascimentale, arroccata su un versante del Monte, e nella parte a valle, bassa, costruita nel corso nell’Ottocento e del primo Novecento.

Su queste parti di città dominano dalla sommità del Monte il castello e tre chiese che segnano in modo singolare il paesaggio alla scala più vasta.

Nella parte medioevale e rinascimentale il paesaggio è caratterizzato da vedute costrette con assenza di punti di focalizzazione visiva (prospettive monumentali), da scorci visuali inaspettati e singolari con isolati e affascinanti ruderi, da una varietà di vedute e conformazioni edilizie, da assenza di palazzi imponenti, ma discreti e integrati nel tessuto edilizio.

Nella parte moderna otto-novecentesca il paesaggio è nettamente diverso ed è contraddistinto da prospettive profonde, visuali allargate, sfondi focalizzanti monumenti o palazzi, conformità di vedute, presenza di edifici imponenti.

Se nella parte più antica la diversità è compensata da una forte identità, nella parte moderna la monumentalità è, come osservò Jovine, “aperta e rivelata”.

Archeologia del paesaggio medievale nel Molise interno – Sguardi sul passato per riconoscere il futuro

Martedì 10 gennaio – ore 18.00 – Circolo sannitico – Piazza Pepe – Campobasso

Archeologia del paesaggio medievale nel Molise interno
Sguardi sul passato per riconoscere il futuro

Con questo evento viene presentato il primo numero della collana “Aree interne”
Edizioni di Macchiamara- Bagnoli del Trigno (IS) 2022
La collana è diretta dal prof. Gino Massullo, storico e autore di numerose pubblicazioni, direttore della rivista molisana di storia e scienze sociali “Glocale”.
Sarà relatore in questo evento, accanto alla dott.ssa Gabriella Di Rocco, vice presidente della SIPBC ONLUS-MOLISE, archeologa e docente presso l’università LUMSA di Roma, studiosa di archeologia cristiana, bizantina e medievale, autrice di numerose pubblicazioni soprattutto sui castelli.
Il Medioevo ha inciso profondamente sui paesaggi in cui oggi viviamo.
La ricerca storiografica e archivistica, unita all’esplorazione del territorio e all’analisi della cartografia storica e della toponomastica portata avanti negli ultimi decenni per una parte considerevole del territorio molisano, mostra quanto sia importante riscoprire gli elementi peculiari dei paesaggi medievali, in primis i castelli.
Sono stati essi a determinare, in stretto rapporto con la storica rete tratturale, l’assetto paesaggistico e territoriale della regione che, in particolare nelle sue aree interne, ancora oggi persiste quasi immutato, continuando a costituire elemento identitario significativo. E’ dunque importante conoscerne la storia, per garantirne la conservazione e per godere di un patrimonio di bellezza antica e, al contempo, per provare a capire chi siamo stati, chi siamo e chi potremo essere.