Autore: Rocco Diana

“Patrimoni Ritrovati” – Da Ferro a De Caro storia di un recupero

 

Diversi sono stati gli oggetti d’arte trafugati, nel corso degli ultimi decenni, all’interno di chiese e conventi della Basilicata: sculture, dipinti, paramenti sacri, argenteria e altro sono stati sottratti all’interno degli edifici di culto che li ospitavano e, solo una parte, è stata in seguito recuperata. Sono tra queste le pregevoli tele sei – settecentesche, opera dei pittori Ferro e de Caro, rubate nel paese di Tolve, in provincia di Potenza, a metà degli anni Novanta del secolo scorso e, qualche anno più tardi, recuperate in un compromesso stato di conservazione. Solo attenti restauri hanno consentito di riportare all’originario splendore queste importanti testimonianze artistiche.
Tutto questo sarà oggetto di riflessione e di dibattito nell’ambito del webinar intitolato “Patrimoni ritrovati. Da Ferro a de Caro storia di un recupero”, organizzato dalla Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali – Sezione della Basilicata.

 

Per iscriversi e partecipare al webinar:

https://attendee.gotowebinar.com/register/7425460941059511822

 

 

Presentazione calendario Sezione Molise 2022

 

La Cripta dell’abate  Epifanio a S. Vincenzo al Volturno nel Molise
La Cripta di Epifanio, abate dall’824 all’842 nel monastero di S. Vincenzo al Volturno, è uno dei gioielli della cul­tura reli­giosa altomedioevale in Europa. Al suo interno, estremamente picco­lo, è conser­vato il più importante ciclo di affreschi occidentale del IX secolo, mi­racolosamente sopravvissuto alla devastazione sara­cena dell’881, ai guasti del tempo ed all’incuria degli uomi­ni.
Fin dal 1832, quando un contadino arando il terre­no la scoprì, è stata oggetto di molteplici ed accurati studi che hanno permesso di scoprire, anche con diversi­ficate in­terpretazioni, i significati e le motivazioni del ciclo pitto­rico.
Il libro dell’Apocalisse, detto pure della Rive­lazione dalla parola con cui comincia, fu scritto dall’apostolo Giovanni l’Evangelista quando era in esilio nell’isola di Patmos verso l’anno 95, durante la persecuzione di Do­miziano. Si ri­chiama alle parole di Cristo che prometteva il trionfo dopo la tempesta e ri­prende il tema della Resurrezione che cul­mina nel giorno del grande Giudizio quando Iddio sarà vendicatore e premio degli eletti.
Nella seconda metà dell’VIII secolo Ambrogio Autperto, arci-cancelliere della corte di Pipino il Breve, scrisse un Commentario all’Apocalisse di S. Giovanni che fu trascritto in tutti mona­steri europei, tant’è che le poche copie me­dioevali che oggi ci rimangono si trovano ad Oxford (proveniente dall’Abbazia benedettina di S. Dionigi di Pa­rigi), a Padova, a Shaffausen, a Valencia, a Benoit-sur-Loire.
Autperto era stato mandato nell’Italia meridionale a cono­scere la situazione poli­tica del monastero di S. Vincenzo al Volturno, uno dei più importanti dell’epoca, do­ve si fece monaco e nel 771 vi fu eletto abate.
Autperto ebbe grande fama al suo tempo per aver posto la questione della centralità della Madonna nel processo di salvezza dell’uomo. Scrisse alcuni trattati, fondamentali nella storia del Cristianesimo, sull’Assunzione di Maria al Cielo.
Appare evidente che gli insegnamenti di Aut­perto abbiano avuto immediato riflesso soprattutto in S. Vincenzo al Volturno ed abbiano influito in ma­niera determinante sulla formazione spirituale degli abati che vennero dopo di lui, come Josue (792-817), la cui sorella sposò Ludovico il Pio, figlio di Carlomagno, e soprattutto Epi­fanio (824-842), al quale si deve il merito di aver commissionato grandi lavori pittorici ispi­rati all’Apocalisse tra cui quelli della cripta che prese il suo nome per essere stata anche la sua tomba.
Alcune recenti considerazioni ci aiutano a capire quale sia stato il processo che ha portato alla formazione, alle sorgenti del Volturno, di un ambiente così particolare nel grande panorama della cultura pittorica dell’intero bacino mediterraneo.
Le pitture della cripta di Epifanio sono di difficile interpretazione per la grande quantità di significati che vi si nascon­dono. Il tema fondamentale è la Resurrezione dei corpi mediante il sacrificio di Cristo, ri­ve­lata nell’Apocalisse di S. Giovanni. Il racconto iconografico è introdotto dalla raffigurazione di S. Anastasia che richiama l’Ana­sta­sis (in greco Resurrezione) e viene esplicitato con la teo­ria delle Sante Martiri e con i Santi Lorenzo e Stefano,  durante il martirio da una parte e nella gloria di Dio dall’altra.
Il momento che anticipa l’apertura del settimo sigillo apo­calittico è sintetizzato negli Arcangeli che trattengono i venti, per ordine dell’Angelo che possiede il Sigillo del Dio Vivente, sovrastati dalla Madonna Imperatrice, Madre di Dio.
Sulla parete opposta l’Annunciazione e la Natività, con le levatrici Salome e Zelomi, richiamano il miste­ro della Verginità della Madre di Dio, prima e dopo il parto, e con­fermano il ruolo di Maria, rappresentata nei panni di una Regina in un clipeo stellato.
Il momento drammatico della Crocifissione, su cui piange Gerusalemme con il capo cinto da una corona turrita,  vede presente insieme alla Madonna e S. Giovan­ni, anche l’abate Epifanio.
Il sepolcro scoperchiato dall’Angelo e l’immagine del Cri­sto risorto insieme a Lorenzo e Stefano, riconducono fisi­camente all’unica fonte di luce della cripta, dove la lu­mi­nosità naturale si confonde con la mano dell’Eterno che, squarciando le tenebre, costituisce l’elemento ispiratore di tutta la Rivelazione.
Viene poi spiegato in termini architettonici e spaziali la doppia natura di Cristo: quella divina e quella umana. La posizione particolare del Cristo della Verità Rivelata, infatti, va giudicata in funzione delle due direttrici luminose che si in­crociano. Da una parte quella divina, della Luce che si identifica con l’Eterno e coincide con l’asse lon­gitudinale della cripta, e dall’altra quella umana, di Cristo che è figlio di Maria e co­incide con l’asse trasversale dove compare la Madonna assisa al centro del cielo e la Ma­donna terrena che riceve l’annunzio dall’Angelo Gabriele.
In questo straordinario contesto assume particolare signifi­cato la presenza di Epifanio che si fa ritrarre nell’unica scena dove sono contemporaneamente Cristo, la Madonna e, soprattutto, S. Giovanni.
Si tratta per Epifanio di una ve­ra e propria trasposizione temporale al momento che pre­cede immediatamente la morte di Cristo, quando questi pronuncia le ultime parole: Madre ecco tuo figlio, figlio ecco tua madre.
Egli si riconosce in S. Giovanni al quale attribuisce le capacità di comprendere le Rivelazioni divine, fuori dei limiti tempo­rali.
Ma se le immagini di Cristo, della Madonna e di S. Gio­vanni assicurano, secondo la concezione cristiana premil­lenaria, la loro presenza fisica nella cripta, altrettanto deve dirsi degli Arcangeli e delle altre figure rappresentate.
La Cripta è perciò un ambiente che significativamente si propone di annullare il tempo, unificando in un solo attimo (quello che precede il Giudizio Finale) i mo­menti fonda­mentali della storia della Cristianità, di cui fa parte anche l’esistenza terrena di Epifanio e della sua co­munità mona­stica, che vuole essere fisicamente presente nell’attimo che anticipa il Giudizio Finale e la Resurrezione dei Giusti.
La Cripta è il luogo dell’attesa dell’Anastasi. E’ il luogo do­ve Epifanio ha voluto anticipare la visione apocalittica dell’attimo che precede la ricongiunzione del corpo all’anima.
Per cogliere il senso apocalittico della Cripta, si deve far ri­ferimento fisico proprio al luogo esatto della sepoltura che è posta al suo interno, abbassando il punto di vista all’al­tezza del defunto. Solo da quel punto si scoprirà la po­tenza espressiva ed il senso globale delle pitture.
Le velature della morte risultano squarciate dalle visioni profetiche sulla immortalità dell’anima simboleggiate dalle due aquile poste in posizione assiale. Subito sopra si stende la sezione della terra sulla quale la vita comincia a germo­gliare con la figurazione dei papaveri. I quattro arcangeli costituiscono i pilastri del firmamento su cui campeggia con il suo potere imperiale la Madonna madre di Dio. Al disotto di essa, proprio di fronte alla sepoltura il clipeo imperiale evidenzia l’arrivo dell’Angelo-Cristo Ven­dicatore con il Sigillo del Dio Vivente, mentre a destra e sinistra si sviluppa la teoria dei Santi Martiri. Infine, pro­prio sulla testa del sepolto, diviene dominante la figura del Cristo che lo guarda dall’alto mentre tiene aperto il libro della Rivelazione.
In quel luogo Epifanio, prima di esservi sepolto, aveva la possibilità di anticipare la visione finale del Giudizio, ponendosi in prima fila nell’attesa del ricon­giungimento delle spoglie terrene alla sua anima nel momento della discesa della Gerusalemme Celeste esattamente nel luogo in cui si trovava il suo corpo.

A 100 anni Michele Montagano socio onorario della S.I.P.B.C.

 

Da sabato Michele Montagano è anche Socio Onorario della S.I.P.B.C. su proposta della Presidente regionale Isabella Astorri fatta propria da Mirco Ulandi Presidente Nazionale della Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali.

Ad un mese esatto dal compimento del suo centesimo anno d’età ancora un attestato di stima per Michele Montagano, festeggiato da tutti i Soci del sodalizio che gli hanno consegnato una pergamena che entra a far parte dei numerosi riconoscimenti che il nostro “concittadino” ha ricevuto in questi ultimi anni.

Michele Montagano è nato il 27 ottobre del 1921 a Casacalenda. Fatto prigioniero dai tedeschi all’indomani dell’8 settembre del 1943, fu deportato, il  9 aprile del 1945 nel campo di sterminio dell’Unterluss. Il suo nome figura tra i 44 militari italiani che eroicamente ebbero il coraggio di resistere ai nazisti rifiutando di diventare schiavi di Hitler.

Insignito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dell’onorificenza di “Cavaliere di Gran Croce” riconoscimento che si aggiunge a quello di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, nel 2019, è stato definito “monumento vivente” dall’ambasciatore di Germania in Italia, Viktor Embling, nel momento in cui gli appuntava sul petto la Croce di Verdienstkreuz 1 Klasse Ordine della Repubblica Federale della Germania conferitogli direttamente da Frannk-Walter Steinmeier presidente della Repubblica Federale Tedesca.

Michele Montagano come tanti altri ex militari reduci dalla guerra, per lungo tempo ha osservato un impenetrabile silenzio arrivando addirittura a  sminuire, minimizzare, la vicenda che lo ha visto coinvolto in qualità di prigioniero,  arrivando  a rendersi protagonista di un gesto eroico, quello di offrirsi come ostaggio, insieme ad altri 43 ufficiali dell’Esercito Italiano anch’essi prigionieri del campo dell’Unterluss, per salvare la vita ad altri commilitoni, scelti a caso, e destinati alla fucilazione.

Una riservatezza alimentata dal disagio di essere uscito, indenne, da un campo di sterminio nazista, rispetto a tanti altri poveri cristi che da quei luoghi non hanno più fatto ritorno. In seguito ha maturato l’idea che il silenzio non era la maniera giusta per onorare i compagni morti, perché il silenzio, nega la verità, cancella la memoria. Si è reso dunque testimone della storia.

Una storia atrocemente oltre che follemente ingiusta da tramandare ai giovani non per alimentare odio, quanto per costruire un mondo aperto alla pace e la fratellanza. Ora a 100 anni Michele Montagano seppure impegnato a presenziare incontri e cerimonie – nei prossimi giorni incontrerà di nuovo il Presidente Mattarella alla fine del suo settennato – non vuole essere considerato un “eroe” né un “monumento vivente”  ma un uomo sereno, affettuoso, socievole, gioviale che ha avuto la fortuna di una lunga vita intensa, vissuta in ogni suo momento con dignità e coraggio.

E’ una persona che intende condividere la gioia di riuscire a gustare tutto ciò che l’esistenza può riservare rimanendo fedele a se stesso e alla voce della propria coscienza. Vuole riservare questi suoi giorni, alla famiglia, agli amici, ai conoscenti anche a quelli con i quali non ha  maturato rapporti confidenziali, sperando che incontrandolo possano salutarlo con lo stesso affetto che sentono nei confronti dei loro nonni, zii, parenti,  anch’essi a vario modo  protagonisti della costruzione democratica del nostro Paese.

Un protocollo operativo per la messa in sicurezza dei beni culturali a rischio

Una metodologia innovativa è stata ideata ed applicata allo scopo di poter sviluppare piani per la mitigazione del rischio e la successiva riqualificazione di beni culturali esposti a rischi. Due città patrimonio mondiale dell’umanità per l’UNESCO sono state scelte come casi di studio (Jbeil-Byblos in Libano e Mtskheta in Georgia), ma il metodo è applicabile a qualsiasi bene culturale in pericolo: infatti, tramite l’elaborazione dei dati ottenuti attraverso l’indagine svolta in situ nelle due località, sono state prodotte schede e tabelle di sintesi delle valutazioni di degrado e di rischio, tenendo conto di tutte le variabili possibili e rendendo così il metodo universale e fondato su ispezioni sul campo, sull’analisi scientifica di strutture edilizie e di materiali come mattoni, malte, vernici, ecc. e su una campagna fotografica digitale ad alta risoluzione. Due serie di possibili – spesso interrelati – eventi pericolosi sono stati considerati in base alle seguenti due categorie:
1) eventi calamitosi naturali come terremoti, inondazioni, tsunami, incendi, frane, valanghe, degrado del paesaggio e del suolo, ecc.;
2) eventi indotti dall’uomo: guerra, terrorismo, atti di vandalismo, inquinamento, incidenti industriali, sviluppo urbano, ecc..
Pertanto, l’analisi della vulnerabilità del sito culturale ci permette di evidenziare e stimare quantitativamente i fattori che determinano i possibili rischi a cui può essere sottoposto e, di conseguenza, di proporre un piano che fornisca linee guida e suggerimenti per le azioni preventive volte a mitigare le operazioni da effettuare in tempo di crisi e quelle relative alla gestione della situazione post-emergenza.

Giuseppe Maino: nato a Bologna il 28 dicembre 1953, è sposato dal 1984 con Donatella Biagi, attualmente professore associato di Storia dell’arte moderna e di Storia, teoria e tecnica del restauro presso l’Università di Bologna; hanno due figli, Ivo (1992) e Massimiliano (1993). Diplomato nel 1972 al liceo classico “Marco Minghetti” di Bologna con 60/60, si è laureato con lode in Fisica, indirizzo generale, presso l’Università di Bologna, discutendo il 30 giugno 1977 una tesi di fisica nucleare teorica, relatori i professori Pietro Bassi e Valerio Benzi. Subito dopo ha intrapreso un’attività di ricerca in fisica nucleare, usufruendo di borse di studio e di contratti di ricerca presso il Centro Ricerche di Bologna del Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare – CNEN (successivamente Ente per le Nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente – ENEA), fino al 1984. Negli anni accademici 1977/78 e 1978/79 è stato incaricato di esercitazioni agli studenti del corso di laurea in Ingegneria Nucleare della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Bologna. Nel 1981 è stato vincitore di borse di studio della Società Europea di Fisica, del Consiglio Nazionale delle Ricerche – CNR e della Fondazione “Angelo Della Riccia” per perfezionare i suoi studi di struttura nucleare insieme con il professor Francesco Iachello, allora docente alla Rijksuniversiteit di Groningen (Olanda) e successivamente Gibbs professor alla Yale University (USA). Nel 1983 ha conseguito, a seguito di concorso pubblico, l’idoneità a ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare – INFN. Nel 1986 ha vinto un concorso internazionale bandito dal Comitato Selezione Ricerca (Direttorato XII) della Commissione della Comunità Europea. Nel 2001 ha avuto l’idoneità nel concorso internazionale per Direttore dell’Istituto per la
Conservazione e la Valorizzazione dei Beni Culturali del CNR. Nel settembre 1984, risultato vincitore di un concorso nazionale (primo classificato), è stato assunto come ricercatore presso il Centro Ricerche “Ezio Clementel” dell’ENEA a Bologna. Dal 1990 al 1994 ha diretto il Nucleo di competenza dell’ENEA istituito dall’allora presidente, professor Umberto Colombo, per lo studio dei sistemi dinamici nonlineari e complessi.
Dall’aprile 1994 fino al 2001 ha fatto parte – come primo ricercatore – della direzione della Divisione Fisica Applicata del Dipartimento Innovazione dell’ENEA, come responsabile delle ricerche sui sistemi non-lineari e stocastici. Dal 2002 al 2015, dopo essere risultato vincitore di un concorso pubblico, ha rivestito il ruolo di dirigente di ricerca dell’ente ed è stato ideatore, coordinatore scientifico e responsabile nazionale di progetti di ricerca promossi dal MURST (successivamente MIUR), dall’UE e dalla Regione Emilia-Romagna, finanziati per oltre sette 8 milioni di euro. È stato coordinatore e responsabile scientifico del progetto europeo MONITOR, per la diagnostica non distruttiva ed il monitoraggio del sito archeologico di Petra, con la partecipazione delle Università di Bologna, Roma ‘La Sapienza’, Creta e Aachen e del
Dipartimento delle Antichità del Ministero della Cultura della Giordania, nonché responsabile scientifico del progetto UE Ciudad War Free World Heritage Listed Cities, con la partecipazione dell’UNESCO, e del progetto UE Twinning Support to the Institutional Development of the National Agency for Cultural Heritage Preservation of Georgia. Dal giugno 2012 fino al 2015 ha collaborato con il Comune di Finale Emilia, coordinando un gruppo di ricerca interdisciplinare, per iniziative progettuali di messa in sicurezza, restauro e ricostruzione di edifici storici danneggiati dai terremoti del 20 e 29 maggio 2012. Negli anni 2015 e 2016 ha collaborato con il Comune di Lampedusa e Linosa per iniziative di formazione professionale, di restauro del cimitero monumentale, di recupero del patrimonio culturale ed ambientale e di realizzazione di un museo virtuale dell’immigrazione. È stato responsabile delle relazioni culturali e della comunicazione per la Fondazione Franco Maria Ricci e svolge attualmente l’attività di consulente per diverse case editrici. Per l’editore EDIFIR di Firenze ha ideato e diretto la rivista di studi Cities of Memory – International Journal on Culture and Heritage at Risk. Dall’anno accademico 1986/87 fino a quello 1994/95 ha svolto un incarico di insegnamento come professore a contratto presso il corso di laurea in Ingegneria Nucleare della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Bologna; il corso, che ha avuto come argomento Librerie di Dati Nucleari, si proponeva di illustrare le caratteristiche fisico-matematiche ed informatiche delle principali banche internazionali di dati nucleari per applicazioni fisiche, biomediche ed ingegneristiche, delle relative tecniche di gestione ed aggiornamento, delle modalità di utilizzo. Dall’anno accademico 1997/98 è stato professore incaricato di Elementi di informatica per l’indirizzo in beni architettonici, archeologici e dell’ambiente del Corso di laurea in Conservazione dei Beni Culturali e di Informatica generale per il Diploma per Operatori dei Beni Culturali presso la Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell’Università di Bologna, sede di
Ravenna. Dall’anno accademico 2000/2001 fino a quello 2008/2009 è stato anche incaricato dell’insegnamento di Tecniche per le basi dati bibliografiche e documentali e di Teorie e tecnica della comunicazione per l’indirizzo librario ed archivistico. Ha tenuto fino all’anno accademico 2013/2014 i corsi di Elaborazione di immagini e restauro virtuale e di Basi di dati multimediali in rete e portali web per il corso di laurea magistrale in Storia e Conservazione delle Opere d’Arte (LM- 989) della Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali – dall’anno accademico 2012/2013 Scuola di Lettere e Beni Culturali – dell’Università di Bologna, nella sede di Ravenna. Ha insegnato anche per master e scuole di alta specializzazione delle Università di Bologna, di Firenze e di Modena e Reggio Emilia. Ha tenuto corsi di lezioni presso le Università di Ferrara,
Firenze, Messina, Modena e Reggio Emilia, Roma III, il Politecnico di Torino, la Yale
University, l’Accademia delle Scienze di Russia a Mosca, l’Euro-Balkan University di Skopje (Repubblica di Macedonia del Nord), il Politecnico di San Pietroburgo e l’Universidade de São Paulo in Brasile (come visiting professor), nonché videolezioni per il Consorzio NETTUNO di formazione universitaria a distanza. È stato relatore di oltre centoquaranta tesi di diploma, di laurea e di dottorato di ricerca in fisica, matematica, ingegneria, lettere e conservazione dei beni culturali presso le Università di Padova, di Ferrara, Michel de Montaigne di Bordeaux III e il Politecnico di Torino, in aggiunta
all’Università di Bologna. È autore di 400 pubblicazioni a stampa, più di metà delle quali su riviste internazionali, di un libro sulla diagnostica fisica per i beni culturali e di uno sul restauro virtuale, di altri otto libri sui beni culturali e di una ventina di audiovisivi e CD-Rom. Ha tenuto più di trecentocinquanta seminari, conferenze, comunicazioni e relazioni su invito a congressi nazionali ed internazionali. Ha organizzato trentanove convegni di studi in Italia e all’estero e ha curato la pubblicazione di diciotto volumi di atti di conferenze nazionali ed internazionali.
Svolge attività di referee per riviste internazionali di fisica e di matematica (Physical Review, Physical Review Letters, Zeitschrift für Physik, Physica, Annals of Numerical Mathematics, Journal of Computational and Applied Mathematics, ACM Transactions on Mathematical Software, Radiation Physics and Chemistry, X-Ray Spectrometry, Kuwait Journal of Science and Engineering, Renewable & Sustainable Energy Reviews, Sensors, ecc.). La sua biografia appare a partire dalla 13a edizione nel Who’s Who in the World, nella 3a e successive edizioni del Who’s Who in Science and Engineering, nella 25a edizione del Cambridge Dictionary of International Biography, nella 4a e 5a edizione dell’International Who’s Who of Contemporary Achievement, nel Who’s Who in European Research and Development e nel volume Five Hundred Leaders of Influence dell’American Biographical Institute, oltre che nell’European Research and Development Database e nell’Annuario Nazionale dell’Energia e dell’Ambiente.

Per seguire il webinar “Un protocollo operativo per la messa in sicurezza dei beni culturali a rischio ”: è necessario effettuare l’iscrizione al seguente indirizzo:
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Martedì 14 settembre 2021 – ore 18.00 – Sala Convegni Hotel S. Giorgio – Campobasso – “1321 – 2021: Dante ieri e oggi: Arte – Politica – Impegno civile”

WEBINAR ANNULLATO PER PROBLEMI TECNICI

 

Prendendo le mosse da alcune celebri terzine della Commedia, faremo un viaggio nell’arte e nella storia alla scoperta dello straordinario patrimonio culturale che ci circonda e che i versi del Sommo Poeta, che celebriamo in questo importante Anniversario a settecento anni dalla morte, richiamano in noi più vivo e più bello che mai.

La menzione di Minosse (“stavvi Minòs orrbilmente e ringhia”) del V canto dell’Inferno ci riporta ad un antichissimo passato, nel cuore del Mediterraneo, quello cretese della civiltà minoica. Ne vedremo alcuni degli aspetti artistici e culturali più eclatanti. Attraverso le celebri terzine che il Poeta dedica a Manfredi, nel III canto del Purgatorio, ripercorreremo la storia di Benevento, in particolare della civitas romana e del suo più celebre monumento, l’arco di Traiano. E, infine, ci recheremo virtualmente in Assisi per rivivere, accompagnati dagli affreschi di Giotto, alcuni episodi salienti della vita del Santo Patrono d’Italia, Francesco di Pietro Bernardone, a cui il Sommo dedica versi intensi nell’XI del Paradiso.

Per la politica e l’impegno civile, da alcune letture  che evidenziano l’atteggiamento di Dante di fronte alle vicende dei suoi tempi (canti III e X dell’Inferno e VI del Purgatorio), sarà evidenziata l’attualità del sommo poeta in riferimento ai giorni nostri, per poi concludere con il canto XXVI dell’inferno che ci porta ad una riflessione sull’Ulissismo in letteratura.

Un sentito ringraziamento alla Direzione regionale Musei Molise, che ha concesso l’autorizzazione per le riprese nel sito archeologico di Pietrabbondante e al dott. Nicola Frenza, presidente dell’Osservatorio molisano sulla legalità, che si è occupato delle registrazioni e del montaggio.

 

Per seguire il webinar “ 1321 – 2021: Dante ieri e oggi: Arte – Politica – Impegno civile”: è necessario effettuare l’iscrizione al seguente indirizzo:
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“Agostino e Tanino De Santis. La scoperta della necropoli di Francavilla Marittima e la valorizzazione storico archeologica della Sibaritide”

 

Il volume – nel ripercorrere la vita e le opere del dr. Agostino De Santis (1897-1961), che fu medico condotto in Francavilla Marittima; Ispettore Onorario alle Antichità di Francavilla e Cerchiara, e cofondatore dell’Associazione Ritorno a Sibari, nonché di suo figlio  Tanino (1928-2013), che fu pubblicista, fondatore e direttore per 38 anni della Rivista Magna Graecia – documenta la loro scoperta e difesa della zona archeologica di Francavilla Marittima (CS) e, più in generale, il loro impegno civile e la loro passione per la valorizzazione storico archeologica del territorio della Piana di Sibari e delle città magno-greche ivi sepolte (Sibari, Turi e, in particolare, Lagaria).

PASQUALE GIANNITI (Bologna, 1961). Laureatosi con lode nel 1984 presso l’Università degli Studi di Milano, è stato per alcuni anni Cultore della materia di Diritto privato presso l’Università degli Studi di Bologna. Magistrato dal 1990, ha svolto funzioni di giudice, sia civile che penale, nel Tribunale di diverse città. Consigliere della Corte di cassazione dal 2015, è stato assegnato, dapprima, alla Quarta Sezione Penale e, poi, alla Terza Sezione Civile, dove attualmente presta servizio. È stato più volte componente di commissione esaminatrice nel concorso per magistrato ordinario e nell’esame di stato per avvocato. È autore di diverse monografie e scritti minori, nonché curatore scientifico di diverse opere collettanee in materia giuridica.

Per seguire il webinar “Agostino e Tanino De Santis. La scoperta della necropoli di Francavilla Marittima e la valorizzazione storico archeologica della Sibaritide”: è necessario effettuare l’iscrizione al seguente indirizzo:
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